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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:39 - Lettori online 704
VITTORIA - 11/06/2008
Cronache - Vittoria ? Dal 4 aprile a oggi sono decine gli atti di vandalismo

Vittoria sfregiata da continui e violenti attacchi vandalici

Danneggiate opere pubbliche, bruciati cassonetti, furti negli uffici comunali. Il sindaco Nicosia ha chiesto aiuto al questore Oddo Foto Corrierediragusa.it

Vittoria nella morsa dei vandali. Da diversi anni, ma negli ultimi tempi gli «Attila» della città si sono moltiplicati come le cavallette. Il campionario del vandalismo è lungo e variegato. Il sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto) lo interpreta come un attacco alla città. E non si potrebbe spiegare diversamente dal momento che danneggiare beni pubblici non fa altro che accrescere il livello di inciviltà e appesantire il bilancio del Comune, costretto a correre ai ripari aggiustando o sostituendo i beni danneggiati o rubati.

Dal 4 aprile a questi giorni, sono tanti gli atti vandalici che fanno preoccupare. Il sindaco ha ricevuto la visita del questore Giuseppe Oddo a palazzo Iacono, uno scambio di cortesie, nulla di più, nel corso della quale Nicosia ha avuto modo di elencare gli sfregi che la città ha subito.

Cominciamo dai primi d’aprile, quando si sono verificati atti d’intolleranza puntualmente denunciati all’autorità competente dalla Polizia municipale. Il primo colpo è stato sferrato a un lampione dell’illuminazione sulla Vittoria-Scoglitti. Il 15 aprile dal campo di Scoglitti sono spariti due estintori.

Il 2 maggio scorso alla villa comunale la statua di Vittoria Colonna è stata imbrattata di vernice spray, così come le scalinate dell’ingresso principale di via Varese. Nello stesso giorno, altra vernice per «decorare» il retro della sala consiliare «Carfì».

Il 3 maggio, raid al parco di Serra San Bartolo, vittima la macchinetta del caffè gestita dagli operatori del museo. Il 23 maggio, ancora alla villa, dove gli «Attila» ipparini hanno danneggiato l’impianto d’irrigazione dei giardini pubblici, una delle poche meraviglie della città, imbrattato con olio alcune panchine e demolito i pilastri in pietra naturale posti lungo la ringhiera a protezione del boschetto. Il 29 maggio, furto all’ufficio Protocollo del Comune: asportati 7 computers e la macchina del caffè.

Manca, nella statistica fatta dall’ufficio stampa, l’ultima ribalderia notturna, quella di questi giorni sul lungomare Lanterna, proprio di fronte al bar Riviera. Una mattina due muretti che delimitano la spiaggia dal lungomare sono stati trovati abbattuti a colpi di mazza.

Per facilitare i lavori in corso della fognatura, abbiamo chiesto? No, il capriccio di qualcuno a cui davano fastidio i muretti dove la gente si siede per riposare. Per non parlare dei locali della ex Centrale Enel da poco restituita al suo degno splendore, dove i vigilanti privati devono controllare giorno e notte perché non s’asportino i lampioni della luce e la pavimentazione.

E che dire dei vari furti di pezzi pregiati compiuti all’interno dei locali dove verrà il allocato il museo Zarino? E dei muri di quasi tutte le facciate di Vittoria imbrattati di geroglifici che nessuno, oltre chi li fa, riesce a decifrare? E dei raid notturni che puntano a razziare canalette in rame dalle facciate? Ormai sono state sostituite da tui di plastica.

Per il sindaco Nicosia la misura è colma: «Stiamo subendo un vero e proprio attacco alla città, e a sferrarlo sono, da un lato, soggetti che non hanno a cuore il patrimonio immobiliare, naturale e artistico di Vittoria e, dall’altro, bande di ladri che la notte si scatenano e non esitano a paralizzare interi uffici, privandoli dei necessari strumenti di lavoro. Tutti gli episodi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, e confido nel fatto che, prima o poi, gli autori possano essere identificati e denunciati».