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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 901
VITTORIA - 02/09/2014
Cronache - Il cuore del giovane ha cessato di battere dopo 12 giorni di agonia

E´ morto il 17enne che si era sparato

Intanto spunta qualche certezza tra mille silenzi, nel prosieguo delle indagini della Polizia Foto Corrierediragusa.it

Dopo 12 giorni tra la vita e la morte in un fondo di letto del reparto di rianimazione del "Cannizzaro" di Catania è morto ieri sera Marco Di Martino, il 17enne di Vittoria che si era sparato un colpo di pistola di piccolo calibro in bocca lo scorso 20 agosto dinanzi alla chiesa di San Domenico Savio per una vicenda poco chiara di debiti. La salma è stata restituita ai familiari per i funerali. L´intera Vittoria e non solo è sgomenta. Intanto spunta qualche certezza tra mille silenzi, nel prosieguo delle indagini della Polizia sulla morte di Marco Di Martino. I silenzi sono quelli degli amici che sanno e non parlano sul vero movente che ha fatto scattare la molla del suicidio. La certezza è che il movente nasce da un giro di droga. Le indagini degli inquirenti, coordinate dal sostituto procuratore Monica Monego, avrebbero accertato che tra Marco Di Martino e il 35enne vittoriese (con scarsi precedenti giudiziari a carico) ci sarebbe un rapporto «commerciale»: l’uomo forniva sostanze stupefacenti che venivano spacciate nell’ambiente di ragazzi, prevalentemente minorenni. Un rapporto commerciale che avrebbe fatto lievitare un debito di qualche migliaio di euro del ragazzo nei confronti del 35enne.

Quest’ultimo, per avere i soldi, assillava con continue telefonate abbastanza minacciose il giovane Di Martino il quale, subito il crollo psicologico, è andato all’appuntamento fatale armato di pistola calibro 6,35, forse per sparare al rivale. Proposito fallito dopo una colluttazione avuta in macchina e conclusosi con il suicidio del giovane, immortalato dalle videocamere esistenti nei pressi della chiesa. Senza quelle immagini, probabilmente sarebbe scattato un provvedimento di arresto per il 35enne.

Le indagini confermano il suicidio del ragazzo, ma si concentrano sul presunto reato di estorsione a carico dell’uomo che ha cercato di ottenere il soldi dal ragazzo utilizzando metodi illegali. Molte cose potrebbero dire i ragazzi amici della vittima che sono stati sentiti dagli inquirenti, ma la paura e il silenzio prevalgono rendendo difficile il lavoro degli investigatori, che magari hanno le idee chiare su tutto ma non le prove schiaccianti per chiudere definitivamente il caso.

Nella foto il luogo dove fu rinvenuto il corpo esanime del giovane