Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 534
VITTORIA - 24/08/2014
Cronache - Le indagini proseguono mentre il ragazzo versa in prognosi riservata al "Cannizzaro"

Il 17enne che si è sparato: giro di droga?

A quanto ammonta il debito che il ragazzo aveva contratto con il 35enne con il quale ha avuto la colluttazione in macchina prima che il ragazzo si sparasse in bocca il colpo di pistola? Foto Corrierediragusa.it

Sul caso del 17enne che ha tentato di suicidarsi sparandosi in bocca sembra essere calato il silenzio, ma in effetti non è così. M.D.M., un giovane di buona famiglia, si trova ricoverato in gravissime condizioni al Cannizzaro di Catania, e se è ancora in vita è perché il proiettile era di piccolo calibro. Un silenzio apparente, perché le indagini su quanto accaduto la mattina di giovedì scorso continuano senza sosta. Accertato, grazie a prove inconfutabili, che non si tratta di tentato omicidio, ma di tentato suicidio, resta ancora da capire la causa di questa tragedia che ha sconvolto tutta la città. E gli interrogativi inquietanti, secondo le indiscrezioni che trapelano, sono molti.

E’ veramente un giro di droga la causa scatenante che ha fatto entrare M.D.M. nel tunnel senza via d’uscite che ha portato alla tragedia? A quanto ammonta il debito che il ragazzo aveva contratto con il 35enne con il quale ha avuto la colluttazione in macchina prima che il ragazzo si sparasse in bocca il colpo di pistola di piccolo calibro davanti alla chiesa di San Domenico Savio? Quali pressioni psicologiche ha subito il ragazzo minorenne dal 35enne per premeditare un incontro a due, armato di pistola (dicono del nonno), e poi compiere l’insano gesto del tentato suicidio?

A questi 3 interrogativi gli organi inquirenti, il sostituto procuratore della Repubblica Monica Monego (esperta in indagini che riguardano la sfera minorile), i vice questori Rosario Amarù e Nino Ciavola, rispondono con due frasi: «Stiamo lavorando» e «le condizioni del ragazzo sono stabili». Ci si attende, da queste indagini piena luce, soprattutto perché le famiglie trovino, sulla base di questa tragedia, migliori forme di dialogo con i figli che in casa manifestano atteggiamenti psicologici anomali e preoccupanti prima che si verifichi quanto accaduto giovedì mattina.

Nella foto il punto dov´era stato trovato il corpo esanime del ragazzo