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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1058
VITTORIA - 04/06/2008
Cronache - Vittoria ? Il Demanio confisca beni immobili frutto di proventi illeciti

Confiscata la casa al detenuto Giambattista Ventura

L’immobile di via Marabini, due piani per circa 300 metri quadri, passa al Demanio e sarà utilizzata per scopi di pubblica utilità Foto Corrierediragusa.it

Confiscato un bene immobile a Giambattista Ventura, 50 anni, detenuto dal 1992 nel carcere di Fossombrone, in Toscana, per diversi reati fra cui anche l’associazione per delinquere di stampo mafioso. Ventura è il fratello di Filippo, recentemente coinvolto nell’operazione flash ?back condotta da Carabinieri e Polizia.

L’immobile consiste in un appartamento a due piani (nella foto), di circa 300 metri quadri, sito in via Marabini, nella zona dell’Emaia. La confisca fa seguito all’ordinanza di sfratto in via amministrativa emessa il 22 maggio 2007 dall’Agenzia del Demanio- filiale di Sicilia, notificata il 18 giugno 2007 alla moglie 49enne di Ventura, che abitava nella casa insieme alla figlia di 16 anni nonostante l´intimazione.

L’ordinanza di confisca è stata eseguita dlla Squadra mobile, dal Commissariato di Vittoria, da funzionari dell’Agenzia del Demanio di Palermo, da una squadra dei Vigili del fuoco, dalla Croce Rossa, dalla Polizia municipale e dai Servizi sociali del Comune. L’operazione s’è svolta in maniera tranquilla e senza alcun problema di ordine pubblico.

L´immobile confiscato, che entra a far parte dei beni del pubblico demanio, sarà destinato a funzione di pubblica utilità. Potrebbe essere acquisito dal Comune di Vittoria che lo utilizzerà per attività aventi scopo sociale.

Giambattista Ventura ha svolto un ruolo importante nello scacchiere malavitoso degli anni ’90. Gli inquirenti lo descrivono come uomo di punta del crimine locale, già arrestato per reati che vanno dal furto alla rapina, all’associazione per delinquere, al porto abusivo di armi.

Attualmente si trova in carcere in Toscana per un cumulo di pene pari a 14 anni di detenzione. A questi, però si sono aggiunti anche le condanne relative agli arresti delle imponenti operazioni antimafia del 1992 e dell’operazione «Squalo» del 28 novembre 1994 (111 arrestati).

L’operazione ? dicono al Commissariato- è solo la prima di una serie di confische di beni a persone che sono state condannate per delitti associativi e che avrebbero acquistato i beni stessi con proventi illeciti derivanti dall’attività delittuosa. Pare, a detta degli inquirenti, che Giambattista Ventura nel corso della sua vita non abbia svolto un solo giorno di attività lavorativa.