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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 776
VITTORIA - 14/06/2014
Cronache - La procura aveva chiesto il rito immediato per l’omicida

Bidello omicida dai giudici il 24 settembre

Lo Presti, reo confesso, fu arrestato per omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e porto illegale di arma Foto Corrierediragusa.it

Comparirà dinanzi ai giudici il prossimo 24 settembre Salvatore Lo Presti, il bidello che il 15 giugno 2013 freddò con 2 colpi di pistola la professoressa di religione Giovanna Nobile (foto) nei corridoi dell’istituto comprensivo «Pappalardo» sotto gli occhi degli increduli e terrorizzati testimoni, uno dei quali lo bloccò, disarmandolo. La procura aveva chiesto il rito immediato per l’omicida. Il perito psichiatrico nominato dal tribunale aveva ritenuto che il bidello fosse «Parzialmente incapace di intendere e di volere perché soffre di un disturbo narcisistico della personalità, abbinato a un´atrofia congenita dell´encefalo». Pare ci fossero delle attenzioni non corrisposte dietro al femminicidio che scioccò Vittoria. Salvatore Lo Presti, 69 anni, incensurato con il pallino della poesia, separato dalla moglie e padre di 5 figli, pare meditasse da tempo di uccidere la docente di 53 anni, pure lei sposata, madre dal carattere mite e benvoluta da tutti. La corte insistente con tanto di strofe amorose di Lo Presti aveva infastidito la professoressa, costretta a redarguirlo più volte anche di fronte ai colleghi.

Lo Presti avrebbe pure tentato un approccio in almeno un’occasione, ricevendo il secco diniego della donna. Quell’ultima umiliazione il bidello se le era legata al dito, al punto da affermare, come confessato nel lungo interrogatorio, che prima di andare in pensione tra qualche mese avrebbe lasciato di sé un ricordo indelebile. E così l´uomo si era portato a scuola la pistola calibro 7,65 che deteneva regolarmente da 35 anni, quando faceva il metronotte, sparando alla donna mentre parlava con i colleghi. Lo Presti, reo confesso, fu arrestato per omicidio volontario con l´aggravante della premeditazione e porto illegale di arma cinque ore dopo che il cuore della sua vittima designata aveva cessato di battere all’ospedale di Vittoria.