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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 558
VITTORIA - 03/06/2014
Cronache - Manette per un rumeno e per il complice italiano

Ladro acrobata arrestato dalla Polizia

Gli arrestati sono Vasile Batir, di 26 anni, che si era arrampicato lungo il tubo del gas, e Danilo Giliberto, di 30, di Vittoria Foto Corrierediragusa.it

Acrobazie sui tetti per rubare nella casa di un’anziana donna vittoriese nel giorno della festa della Repubblica. Danilo Giliberto, vittoriese di 30 anni, e Vasile Batir, romeno di 26 anni, sono stati arrestati dalla Polizia per furto aggravato in un’abitazione di via Giacomo Matteotti. Vittima, un’anziana donna che aveva lasciato incustodita la casa per andare a pranzare a casa di figli. Al suo rientro, accompagnata dal nipote, ha trovato gli agenti della Squadra mobile che le hanno riconsegnato tutta la refurtiva che i due malviventi erano riusciti a trafugare. La donna, a detta dagli agenti, più che verificare la presenza del denaro e degli oggetti in oro (valore complessivo circa 3.000 euro), si è subito sincerata che vi fossero le foto che custodiva all’interno di vecchi portafogli, che per lei erano «i ricordi più cari di un’intera vita».
La dinamica del furto è piuttosto rocambolesca. Uno dei due presunti ladri è entrato nell’appartamento della donna, sito al secondo piano, dopo essersi arrampicato per il tubo del gas, accedendo quindi dal tetto dentro la casa.
Gli agenti della Mobile sono arrivati mentre i due si infilavano dentro un’auto con la refurtiva ancora in mano per darsi a precipitosa fuga.

Prima dell’arresto sono stati attimi di paura in pieno centro, perché l’inseguimento della Polizia ha toccato punti di altissima velocità, 130 km orari, mentre i fuggitivi lanciavano dal finestrino la refurtiva, che è stata successivamente recuperata e riconsegnata alla legittima proprietaria. Al termine degli accertamenti dei due arrestati da parte della Polizia Scientifica, i due arrestati, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, sono stati condotti in carcere in attesa del processo con rito direttissimo.