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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1386
VITTORIA - 08/04/2014
Cronache - A distanza di quasi 2 anni dall’inspiegabile esecuzione del 32enne incensurato

Omicidio Inglese, appello dei genitori

La mamma e il papà di Ivano sperano, anche in maniera anonima, che qualcuno rompa il muro di omertà, affinché i sicari, mandanti ed esecutori dell’omicidio, vengano assicurati alla giustizia
Foto CorrierediRagusa.it

Ivano Inglese, postino a part-time di Vittoria, 32 anni, fu assassinato a colpi di pistola calibro 7,5 il 20 settembre del 2012 nei pressi di un appezzamento serricolo di contrada Pozzo Ribaudo. Non era un pregiudicato, del tutto sconosciuto alle forze dell’ordine, eppure le modalità dell’esecuzione hanno lasciato all’immaginazione un ventaglio di ipotesi: regolamento di conti; vendetta, punizione per qualcosa che avrebbe commesso o per essersi rifiutato di commettere. La Polizia e la Procura della Repubblica non hanno mai smesso di indagare, ma l’episodio criminale sembra essere finito nel dimenticatoio. Non per i genitori di Ivano, Ornella e Giovanni Inglese (nella foto con il riquadro del figlio), che dopo circa due anni hanno deciso di rompere il silenzio in cui si erano immersi dopo il dolore. Hanno deciso di lanciare un appello chiedendo a chi sa di parlare, anche in maniera anonima, con una telefonata o con altri mezzi, affinché i sicari, mandanti ed esecutori dell’omicidio, vengano assicurati alla giustizia.

"Chi sa parli voglio giustizia". Così esordisce mamma Ornella nel lanciare l’accorato appello: "Interrompo il silenzio del nostro dolore composto ma vivo dentro di noi e che continua a vivere intensamente giorno dopo giorno a partire da quel terribile 20 settembre del 2012. Un dolore lancinante che accompagna la nostra vita ormai del tutto sconvolta dalla perdita del nostro Ivano. Ivano era la gioia di vivere, l’essenza delle emozioni più belle, aveva un’innata solarità che trasmetteva generosamente a tutti i suoi amici. Un amante degli animali tra cui una gattina alla quale dedicava ogni attenzione. La stessa gattina che morì lo stesso giorno di Ivano intorno alle 20,15 quasi avvertendo la perdita del suo caro padroncino".

I genitori della vittima descrivono la personalità del giovane figlio: "Ivano esternava facilmente le sue emozioni a me raccontandomi ogni confidenza, ogni momento della sua esistenza. Colgo l’occasione per lanciare un appello nonostante sia a conoscenza del lavoro intenso e scrupoloso effettuato dagli inquirenti che si sono impegnati con solerzia sulle indagini per trovare la luce della verità. Ma ciò non è bastato. Noi viviamo con il fiato sospeso e con la speranza di trovare giustizia e chiarezza. Vogliamo che la verità venga a galla, una volta per tutte. Viviamo in attesa di un dettaglio che possa essere rilevante per fare luce alle indagini ancora in corso e che speriamo non vengano archiviate. Un cenno, una lettera, una telefonata anche anonimamente che possa darci una speranza in più per risolvere il nostro dolore. Viviamo nella speranza anche dopo 18 mesi di chi ha visto, sentito qualcosa che si faccia avanti e ripetiamo anonimamente anche un particolare che ritiene rilevante si faccia avanti senza timore. E’ impossibile e inaccettabile che nessuno abbia visto nulla quella sera del 20 settembre del 2012. Una normalissima sera ancora non all’imbrunire. Abbiamo la speranza e viviamo con la speranza che chi ha commesso questo delitto atroce venga assicurato alla giustizia. Dio vi benedica tutti, Ornella".