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Giovedž 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 683
VITTORIA - 17/03/2014
Cronache - Ribaltata la sentenza della Corte d’Assise di Siracusa che condannava i due all’ergastolo

Omicidio Rocchetta: assolti D’Agosta e Noto

Ritenute non credibili le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Non sono i mandanti dell’omicidio avvenuto nel dicembre del ’97
Foto CorrierediRagusa.it

La Corte di Assise d’Appello di Catania ha assolto Salvatore D’Agosta e Giovanni Noto dall’accusa di essere stati i mandanti dell’omicidio Rocchetta, avvenuto a Vittoria nel mese di dicembre 1997, perché il fatto non sussiste. A dare la notizia, i legali dei due vittoriesi, gli avvocati Enrico Cultrone (D’Agosta) e Giorgio Terranova (Noto). I Giudici di appello hanno praticamente accolto i motivi avanzati dalla difesa, che si basavano sulla non credibilità delle dichiarazioni rese nel 2003 da Biagio Noto e da altri collaboratori di giustizia come Baggieri, Bricciolini e Carmelo D’Agosta, fratello di Salvatore. Questi, escussi precedentemente, a detta dei legali, non avevano mai indicato quale mandante dell’omicidio Savatore D’Agosta, figlio di Francesco D’Agosta (deceduto a seguito di malattia anni addietro), né avevano inquadrato il delitto dell’ambito di ordini impartiti dal clan definito all’epoca «mammasantissima». La Corte d’Assise di Siracusa aveva inflitto a Salvatore D’Agosta e Giovanni Noto la pena dell’ergastolo.

L’omicidio di Roberto Rocchetta venne eseguito una sera di 17 anni fa del mese di dicembre in via Garibaldi, nei pressi della stazione di rifornimento Agip. I clan vittoriesi, dopo un decennio di guerra spietata, davano gli ultimi colpi di coda prima della strage di San Basilio (5 morti ammazzati) avvenuta all’interno del bar Esso all’uscita per Comiso.