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VITTORIA - 28/02/2014
Cronache - La Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza della Corte d’Appello di Messina

Fece uccidere il cognato: nuovo processo

Si tratta di Giovanni Mazza Arangio, 59 anni Foto Corrierediragusa.it

La Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza della Corte d’Appello di Messina che ha respinto la richiesta di revisione del processo a Giovanni Mazza Arangio (foto), 59 anni, che il 7 gennaio scorso si è costituito nel carcere di Ragusa perché deve scontare una pena di 15 anni di reclusione per l’omicidio del cognato, Giovanni Incardona. La quinta sezione penale della Suprema Corte, accogliendo la richiesta dell’avvocato Giuseppe Lipera, e su parere conferme del Pg della Cassazione, Luigi Riello, ha disposto che il procedimento si celebri davanti la Corte d’appello di Reggio Calabria. Giovanni Mazza Arancio è stato condannato a 15 anni di reclusione dalla Corte d’assise di Siracusa il 22 febbraio del 2008, con sentenza poi confermata dalla Corte d’assise di appello di Catania il 26 novembre del 2009 e poi diventata definitiva.

Secondo l’accusa l’uomo, col il padre, avrebbero assoldato due sicari, pagandoli 10 milioni delle vecchie lire, per fare uccidere, nel 1992 a Vittoria, il cognato Giovanni Incardona, 38 anni, in quanto fonte principale di forti dissidi familiari per un’ eredita’. Le indagini furono avviate dopo la collaborazione dei due killer.

«Ho sempre creduto nell’innocenza del mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Lipera – e confido adesso che il nuovo processo, che si farà a Reggio Calabria, assolva Giovanni Arangio Mazza per non aver commesso il fatto».