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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 833
VITTORIA - 07/02/2014
Cronache - Celebrati i funerali nella chiesa Madre di Comiso

L’ultimo saluto a Rosario Di Modica

Don Franco Aprile, in una chiesa gremita di parenti e amici di Comiso e Vittoria, lo ha ricordato come un uomo semplice che amava la famiglia
Foto CorrierediRagusa.it

Una folla immensa ha dato l’ultimo saluto a Rosario Di Modica, 46 anni, genero dell’ex direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Salvatore Inghilterra, i cui funerali si sono svolti nel pomeriggio nella chiesa Madre di Comiso. Il corteo funebre è partito dal viale della Resistenza seguito da tantissimi parenti e amici, fra questi tutti i compagni di sport di Rosario, uomo dalle mille risorse agonistiche nelle varie discipline: calcetto, ciclismo, tennis, tamburelli e basket.

E’ stato proprio il calcetto, il suo sport preferito, a tradirlo giovedì sera mentre si apprestava a disputare la partitella nel ruolo di portiere. Due malori in rapida successione lo hanno stroncato prima che arrivasse l’ambulanza dotata di defibrillatore dalla Guardia medica di Scoglitti.

Don Franco Aprile, il prete che ha pronunciato l’omelia funebre nella chiesa Madre stracolma di gente, lo ha ricordato come «un uomo semplice e molto affettuoso con la famiglia e con gli amici, che ha ricevuto la chiamata del Signore all’improvviso», proprio mentre stava scaricando la fatica accumulata dopo una giornata di lavoro praticando un po’ di sport.

LUTTO A COMISO E A VITTORIA PER LA MORTE DI ROSARIO DI MODICA

Vittoria e Comiso, due città stordite dal dolore improvviso provocato dalla morte prematura di Rosario Di Modica (nella foto), 46 anni, nato a Vittoria ma residente a Comiso dopo il matrimonio avvenuto qualche anno fa. Era genero di Salvatore Inghilterra, un’istituzione a Comiso, per lungo tempo direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa. I funerali di Di Modica si svolgeranno alle 15 nella chiesa Madre della città casmenea. Un lutto che ha colpito i familiari e i tanti amici e colleghi di lavoro di Di Modica, che svolgeva attività finanziaria.

La notizia della tragedia di mercoledì sera in contrada Valseca ha lasciato sgomenti. Primi fra tutti i compagni di relax di Rosario, il commercialista Maurizio Attinelli, l’avvocato Giuseppe Di Blasi, il dirigente del Circolo Tennis di Comiso, Salvatore Di Pasquale, Rosario Dibennardo, titolare di Villa Orchiedea, e tanti altri con cui lo sfortunato Di Modica ha condiviso momenti di gioia e sano divertimento. Saro, come lo chiamavano gli amici, era uno sportivo autentico. Eccelleva in tutte le discipline grazie alla sua statura imponente: basket, tamburelli, tennis e calcio soprattutto.

Rosario è morto proprio fra le braccia dei suoi cari amici. S’era da poco infilato i guanti del portiere per iniziare la partitella serale del dopolavoro, quando è stato colpito dal primo malore. Qualche minuto di paura, poi la ripresa, le giuste parole per tranquillizzare i compagni che volevano convincerlo a farsi da parte, ed eccolo pronto fra i pali. Ma è durata pochissimo, il secondo malore lo ha scaraventato a terra per sempre e a nulla sono valsi i massaggi degli amici e il defibrillatore dell’ambulanza giunta da Scoglitti.

LA TRAGEDIA IN CONTRADA VALSECA
Colto da malore mentre gioca a calcetto in contrada Valseca, muore sul colpo il vittoriese Saro Di Modica (foto), 40enne, genero dell’ex direttore generale della Banca Agricola Popolare di Ragusa Salvatore Inghilterra. Era appassionato di sport e di calcio. La tragedia si è verificata in serata mentre si disputava una delle tante partitelle di calcetto che dopolavoristi giocano per scaricare la tensione dopo una giornata di lavoro. Rosario Di Modica giocava in porta. Secondo alcune testimonianze, lo sfortunato vittoriese aveva da poco indossato i guanti per difendere la sua porta quando ha subito un primo malore e si è accasciato a terra. I presenti lo hanno soccorso, si è ripreso ed è rimasto in campo, poi il secondo malore che lo ha stroncato.

E’ intervenuta l’autoambulanza i Scoglitti che ha praticato tutti gli interventi di primo soccorso con l’utilizzo del defibrillatore, ma lo sfortunato Di Modica non si è più rialzato da terra. Si attende adesso di conoscere l’esatta dinamica dell’infortunio e le cause che hanno reciso la vita di un uomo che amava lo sport e che non perdeva mai l’occasione di andare a giocare con gli amici la partita di calcetto appena aveva un po’ di tempo libero.