Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 557
VITTORIA - 02/02/2014
Cronache - Il comune di Vittoria si costituisce parte civile

Occupazione aula consiliare nel 2011: processo ad Aiello

La replica di Aiello: «Stanno tentando di imbastire una squallida sceneggiata»
Foto CorrierediRagusa.it

«La giustizia è lenta ma fa il suo corso». E’ una delle battute taglienti che il sindaco Giuseppe Nicosia usa per riportare sotto i riflettori l’invasione dell’aula consiliare del comune di Vittoria, avvenuta il 5 ottobre 2011. «Il Comune- afferma il sindaco- si costituirà parte civile nel processo contro Antonio Rocchetta, Gaetano Rocchetta, Maria Concetta Rocchetta, Antonella Graziano, Giuseppe Sallemi, Giovanni Tavolino, Giuseppina Caprarotta e Francesco Aiello, tutti imputati per l’invasione dell’aula consiliare». L’udienza preliminare è stata fissata per l’11 giugno 2011. «Interruppero la seduta in corso- ricorda il sindaco- e attuando violenze e minacce nei miei confronti e di altri amministratori presenti». Qualche giorno dopo il sindaco subì anche danneggiamenti alla sua macchia, imbrattata con olio esausto. Che cosa successe quella sera del 5 ottobre 2011? Il dibattito per l’Amiu e per l’approvazione del bando per la raccolta differenziata finì a baruffa dopo 3 ore di dibattito rovente. E Giuseppe Nicosia dovette andare a casa scortato dalla Polizia. Un episodio che suscitò parecchia indignazione e condanna, tanto che persino Enzo Cilia, Sel, allora alleato di Nicosia, chiese l’intervento del prefetto e degli organi istituzionali. Gli strascichi della brutta e indecorosa vicenda tornano a galla 4 anni dopo. E Nicosia annuncia la costituzione di parte civile del Comune.

«Una bruttissima pagina di storia cittadina- ricorda Nicosia- che nulla ha a che vedere con la civiltà e la democrazia che dovrebbero sempre regnare negli organi istituzionali. In quell’occasione, Aiello invitò gente con gravi precedenti penali ad invadere l’aula e minacciare il sottoscritto. Quell’invasione determinò l’interruzione dei lavori del Consiglio, e a causa delle reiterate minacce fummo costretti a lasciare l’aula protetti dai vigili urbani prima e dalla polizia dopo. A quell’episodio fece seguito, qualche giorno dopo, un atto di intimidazione nei miei confronti: la mia auto fu imbrattata di olio esausto. Ma la giustizia, seppur lentamente, fa il suo corso e oggi alcuni degli autori (ricordo che ve n’erano molti altri nell’aula consiliare) devono rispondere di quegli atti violenza, arroganza e prevaricazione nei confronti delle istituzioni vittoriesi, e spero che questo faccia da monito. Una cosa è l’opposizione democratica, tutt’altra cosa è l’utilizzo di soggetti abituati a delinquere per condizionare la vita politica cittadina. Sappiano, questi signori, che l’amministrazione comunale e il sottoscritto non si fanno condizionare neanche dai pregiudicati e dai malavitosi utilizzati dalla cattiva politica».

Dopo l’annuncio di Nicosia, arriva la risposta di Francesco Aiello: «Non mi meraviglio che il gruppo che dirige il Comune in questo momento stia tentando di imbastire una squallida sceneggiata nei miei confronti. Ho denunciato puntualmente, senza tentennamenti, le loro enormi responsabilità in materia di gestione della cosa pubblica in questi otto lunghi anni che hanno prostrato la Città di Vittoria. E hanno tentato in tanti modi di piegarmi e distogliermi dal mio dovere di uomo politico di Vittoria e di Consigliere comunale. Occupare per protesta un’aula Consiliare diventa reato e i lavoratori precari, inseriti nelle liste delle assunzioni ma esclusi per fare posto alle cricche di partito e agli adepti del sindaco, vengono denunciati e trascinati in tribunale».