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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 476
VITTORIA - 17/12/2013
Cronache - Il nostro articolo di ieri ha rimesso in evidenza l’annoso problema ferroviario

Rischio passaggio a livello, è silenzio

Monito del presidente del Consiglio comunale Salvatore Di Falco e della Cna: «Abbiamo il progetto a costo zero per eliminare i passaggi a livello, realizza telo prima che ci scappi il morto»
Foto CorrierediRagusa.it

Da Ferrovie dello Stato o Trenitalia il silenzio assoluto. Neanche un rigo di scuse da parte dei dirigenti per quanto successo al passaggio a livello di Vittoria alle 7 di lunedì mattina, quando la littorina proveniente da Comiso e diretta alla stazione di Vittoria è passata con le sbarre alzate rischiando di travolgere un’auto. La tragedia è stata evitata perché il conducente del convoglio ha avuto la prontezza di rallentare la marcia e l’automobilista i riflessi adatti per fare marcia indietro. Altrimenti qualcuno, a quest’ora, sarebbe già destinatario di avvisi di garanzia e iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica.

Ma perché bisogna arrivare alla disgrazia per intervenire e risolvere i problemi? Perché la classe politica italiana, prevalentemente quella del profondo sud, copre l’ignavia e l’incapacità con la crisi economica che non consente di spendere soldi per dare risposte al popolo che l’ha votata?

L’unico rappresentante istituzionale che finora è intervenuto, il presidente del Consiglio comunale di Vittoria Salvatore Di Falco. Ha scritto alle Ferrovie dello Stato per «segnalare l’allarmante episodio verificatosi lunedì 16 dicembre 2013, allorquando le sbarre del passaggio a livello di Via Cavalieri di Vittorio Veneto, a Vittoria, sono rimaste alzate mentre sopravveniva un treno diretto alla stazione di Vittoria».

Avrà risposta questa lettera? «Quanto verificatosi – continua ancora il presidente Di Falco - avrebbe potuto avere conseguenze gravissime, visto che proprio in quel momento un´autovettura si apprestava ad attraversare i binari; l´impatto è stato evitato grazie alla prontezza di riflessi del conducente, che si è accorto appena in tempo del convoglio. Poiché non è la prima volta che accadono fatti di tale portata e considerato che la nostra città è circoscritta da tre passaggi a livello, dove altre volte si sono verificati identici disservizi, mi permetto di segnalare tale accaduto a codesta Società, evidenziando, nel contempo, lo stato di allarme ingeneratosi nella cittadinanza e nelle istituzioni, per cui auspico che fatti di tal genere non abbiano più a ripetersi».

Chi invece va giù con determinazione è la Cna di Vittoria. La confederazione degli artigiani che già qualche anno fa studio e presentò un progetto grazie al quale si potrebbero eliminare i passaggi a livello che creano ingorghi e pericolo alle periferie di Vittoria, ritorna all’attacco. «Deve per forza scapparci il morto- scrivono Giorgio Stracquadanio e Giuseppe Santocono- altrimenti non succede nulla. Sulla vicenda dei passaggi a livello abbiamo sollecitato tutti: Amministrazione comunale, Amministrazione provinciale, deputazione regionale e nazionale, Ferrovie dello Stato, e tutti hanno sempre risposto in un solo modo: «non abbiamo disponibilità economica». Dire che viene da ridere (per la rabbia) è poca cosa visti gli sprechi che spesso si fanno. Abbiamo presentato anche una proposta che riqualifica una zona e risolve in parte un problema e tutti, all´unisono, ci hanno fatto i complimenti. Aldilà delle lusinghe, che sinceramente non ci interessano, non è stato fatto nulla. Tutto è rimasto com´era. L´immobilismo, il camaleontismo caratterizza tutte le istituzioni. Sicuramente ora qualcuno proverà ad attivarsi (o fare finta di attivarsi?). Serve coraggio, determinazione e volontà. Invitiamo l´assessore alla Protezione civile, Angelo Dezio, ad intervenire (invito benevolo e per nulla polemico), attivi gli uffici, metta in funzione, se esiste, il piano comunale di protezione civile. Questa vicenda oltre a ridicolizzare drammaticamente un territorio che per almeno cinque volte al giorno viene isolato colpisce soprattutto l´economia di un città che sta provando ad uscire da una eccessiva emarginazione».

Se è permesso aggiungere un’altra nota dolente, diciamo che spesse volte, imbottigliate nelle file di macchine che attendono che passi il treno con 3 passeggeri più macchinista a bordo, ci sono anche le autoambulanze uscite dall’ospedale a sirene spiegate per andare a prendere feriti, oppure da trasportare al Pronto soccorso del «Guzzardi».