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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 818
VITTORIA - 09/11/2013
Cronache - Il clan poteva contare sulla connivenza di un sovrintendente di polizia del commissariato di Vittoria

VIDEO - "Protezione" o furti: 5 arresti

Il poliziotto (richiuso nel penitenziario militare di Santa Maria Capua Vetere), nell’ambito di un reciproco scambio di favori, poneva gli estorsori nelle condizioni di essere sempre un passo avanti rispetto alla polizia
Foto CorrierediRagusa.it

Poteva contare sulla connivenza di un sovrintendente di polizia del commissariato di Vittoria, Santo Ruggeri, l’organizzazione mafiosa legata a Cosa nostra e gestita da quattro soggetti, tra cui una ex guardia giurata, che imponeva di fatto servizi di vigilanza e sicurezza a numerosi imprenditori di Vittoria e zone limitrofe.



Una estorsione non troppo celata nei confronti di decine di imprenditori e commercianti ai danni dei quali venivano organizzati danneggiamenti e furti di vario genere per indurli ad avvalersi della protezione di questa consorteria, che aveva preso di mira la quasi totalità di aziende agricole, impianti serricoli, botteghe e magazzini dell’Ipparino, cercando di imporre la vigilanza notturna sui beni delle vittime, costrette a versare dalle 200 alle 700 euro al mese all’istituto di vigilanza privata notturna abusiva «La Custode», usata come copertura, e che risultava formalmente fornitrice di servizi di controllo alle aziende. Il capo dell’organizzazione poteva avvalersi dei consigli e delle dritte del sovrintendente, con cui vi era un rapporto d’amicizia e che da qualche tempo non prestava più servizio a Vittoria per motivi di salute.

Il poliziotto, nell’ambito di un reciproco scambio di favori, poneva gli estorsori nelle condizioni di essere sempre un passo avanti rispetto alla polizia, che aveva da tempo avviato le indagini, rese difficili anche da una spessa cortina di omertà e dalla totale assenza di denunce. Le manette sono scattate all’alba nelle rispettive abitazioni con l’operazione «Night wathing» per il svrintendente Santo Ruggeri, per l’ex vigilante Francesco Guastella, per Massimiliano Avola, il leader del gruppo, e per i cugini Enzo e Gianluca Rotante, questi ultimi due incaricati di danneggiare o derubare gli imprenditori restii ad accettare la protezione dopo la visita per così dire «cordiale» della ex guardia giurata, che procacciava gli affari. I quattro componenti del clan sono accusati di associazione mafiosa dedita alle estorsioni e ai danneggiamenti. Il poliziotto deve invece rispondere di favoreggiamento personale. L’agenzia di vigilanza privata abusiva è stata sequestrata. Il poliziotto si trova rinchiuso presso il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano.

Nella foto in alto in senso orario Massimiliano Avola, leader del gruppo; la ex guardia giurata Francesco Guastella, e i cugini Gianluca ed Enzo Rotante