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VITTORIA - 08/11/2013
Cronache - Avevano fatto in tempo ad arraffare preziosi per 40mila euro

Noto e Argetta arrestati per rapina

Quando gli gli agenti sono arrivati i due rapinatori uscivano dalla gioielleria e sono stati costretti alla resa. Applausi dei cittadini ai poliziotti dopo l’arresto Foto Corrierediragusa.it

Come anticipato già ieri su queste colonne, due banditi sono stati arrestati dalla polizia dopo la rapina alla gioielleria "Scibilia" di via Cavour a Vittoria.

La dinamica sembra una scena da film. All’uscita della gioielleria appena alleggerita di monili per un valore di circa 40 mila euro, hanno trovato i poliziotti con le pistole puntate che gli intimavano di arrendersi. Ci hanno pensato qualche secondo, ma alla fine hanno seguito il giusto consiglio di posare a terra le armi, consegnare i gioielli, togliersi i passamontagna e infilare i polsi dentro altri due «braccialetti», non d’oro ma sicuramente più pesanti, le manette. E’ finita così la rapina compiuta da Graziano Rocco Argetta, un gelese di 26 anni residente a Vittoria, incensurato; e da Pietro Noto (nella foto da destra), 40 anni, vittoriese sottoposto al regime degli arresti domiciliari per scontare una condanna a 16 anni di carcere per il reato di tentato omicidio! Nel 2010 insieme al complice Gabriele Barrera, oggi 27 anni, tentò di ammazzare a pistolettate Tommaso Giordanella, ex marito della convivente di Noto. Contrasti durante la fase di separazione e di affido dei figli, procedura burocratica troppo lunga, accorciata a colpi di pistola che hanno bucato il torace e messo fuori causa un rene, asportato durante l’operazione di Tommaso Giordanella.

Adesso Noto deve rispondere di due reati: evasione dal suo carcere di casa, rapina a mano armata, lesioni provocati ai proprietari della gioielleria «Scibilia», due coniugi 70enni, costretti a rivolgersi alle cure dei sanitari del pronto soccorso. L’uomo perché è stato violentemente strattonato ed ha riportato contusioni al costato, la donna per lo shock emotivo subito.

Il fatto delittuoso si è verificato alle 19,30. In via Cavour, isola pedonale, davanti a tanta gente che ha visto entrare i due a volto coperto e armati. Una telefonata al «113» ha fatto fallire la fuga ai due malviventi, bloccati dai poliziotti proprio mentre uscivano dal negozio con il bottino. E’ stato, questo, il momento più spettacolare della rapina, perché i cittadini che transitavano per la via Cavour, angolo Fanti, hanno fatto partire un caloroso applauso all’indirizzo dei poliziotti che infilavano i banditi in macchina per portarli al Commissariato.

Le armi utilizzate sono una Beretta calibro 7.65 mod. 70 con matricola abrasa ed una pistola a salve marca Bruni, modificata per l’impiego di munizioni letali di calibro 6.35, funzionante. Entrambe erano tenute dai malviventi con il «colpo in canna» ovvero nella condizione di massima pericolosità, immediatamente pronte all’uso.

Con quelle armi in pugno Noto e Argetta hanno intimato alla proprietaria di aprire la cassaforte dalla quale hanno fatto incetta di oggetti preziosi che hanno riposto all’interno di un grande sacco nero. Il marito della donna, sopraggiunto da un locale annesso, è stato scaraventato a terra da uno dei rapinatori. La refurtiva è stata interamente recuperata, si tratta di 420 oggetti in oro del peso di circa un chilogrammo, per un valore di circa 40mila euro, e riconsegnata ai proprietari. I due sono stati trasferiti in una cella di contrada Pendente.

Per la cronaca, c´è da dire che la gioielleria "Scibilia" è stata già oggetto di rapine in passato. Nel 2010 un rapinatore solitario venne fermato e picchiato dal presidente dell’Ascom Antonio Prelati che transitava in via Cavour, prima che la polizia arrivasse ad arrestarlo.