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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 697
VITTORIA - 01/08/2013
Cronache - S’avvia verso la conclusione la brutta vicenda del sequestro maltese

Multa di 40mila euro per i 2 pescherecci

Salvatore Penna e Salvatore Salinitro, accusati di avere violato di 2 miglia le acque maltesi, potranno lasciare l’isola dei Cavalieri lunedì, a bonifico bancario effettuato Foto Corrierediragusa.it

Per qualche cassetta di pesce in più, una multa da 20mila euro a testa per i due pescherecci siciliani sequestrati a Malta. Paese che vai giustizia che trovi. Nell’isola dei Cavalieri il divertimento è massimo, ma la tolleranza marittima quasi zero. I membri dell’equipaggio di Scoglitti «La Madonnina», e di Licata, il «Principessa primo», sono stati rinchiusi in una cella di carcere, processati e condannati a tempo di record. Ma per lasciare l’isola le autorità maltesi devono ricevere il bonifico bancario di 20 mila euro a testa che accerti il pagamento della sanzione pecuniaria comminata a Salvatore Penna, capobarca della «Madonnina» e Salvatore Salinitro del «Principessa primo».

Ma quale documentazione nautica della Farnesina per convincere i maltesi che i due natanti siciliani si trovassero in acque internazionali e non maltesi! Processo immediato e condanna fulminea. E sarebbe potuta andare ancora peggio, in termini economici, se si considera che una ventina di giorni fa il proprietario di una barca da pesca di dimensioni molto più piccole dei due pescherecci sequestrati, ha dovuto pagare 30 mila euro per riottenere la libertà e ritornare a Porto Palo. A Penna e Salinitro è andata meglio perché i maltesi avrebbero considerato lo sconfinamento in acque territoriali di soli due miglia.

Nino Nicosia, il titolare del peschereccio «Nunzio Padre», che ha ascoltato la conversazione del blocco dei due natanti da parte delle motovedette maltesi, sostiene che «Malta considera di sua proprietà il mare che rientra nei 25 miglia prima della costa. Se i due natanti sono stati bloccati a 23 miglia, evidentemente viene contestato uno sconfinamento di soli due miglia. E’ comunque tutto da accertare, perché noi sappiamo che le sanzioni sono salate e non vale la pena rischiare di pagare tanto pur di pescare qualche cassetta di pesce in più. Come ho detto prima, dobbiamo rivedere gli accordi con i maltesi, che a quanto pare danneggiano molto i siciliani».

Quindi, secondo i tempi burocratici che conosciamo, considerato che le banche italiane sabato e domenica sono chiuse, solo lunedì mattina, appena il bonifico arriverà a Malta, i due equipaggi e le imbarcazioni potranno lasciare La Valletta e portarsi alle spalle questa brutta e «cara» battuta di pesca. Per qualche migliaio di euro di pescato in più, hanno dovuto sborsare 40 mila euro!

Per la cronaca, la diplomazia vittoriese, composta dal vice sindaco Filippo Cavallo e dagli assessori Concetta Fiore e Salvatore Avola, si è recata a Malta già giovedì pomeriggio per seguire gli sviluppi della situazione che i maltesi hanno chiuso velocemente senza bisogno di interferenze politiche e diplomatiche e senza farsi condizionare dalle dichiarazioni di protesta e di sdegno per quanto accaduto.

«Fatti del genere non dovrebbero accadere- ha dichiarato Filippo Cavallo- specialmente nell´ambito di una Comunità quale quella europea, laddove norme e regole dovrebbero essere uguali per tutti. Le forze politiche nazionali ed europee dovrebbero mettere fine a questa forma di stillicidio cui vengono sottoposti i nostri operatori ittici. È necessaria una legge unica che tuteli il mondo della pesca. Su quanto accaduto mi preme rilevare che trattasi di intere famiglie, perché di famiglie si tratta, che si muovono per la ricerca di un sostentamento attraverso il duro lavoro della pesca che è sudore, che è salato come il mare e del quale sono impregnati visi e mani. La critica al governo maltese è che, per pochi decine di metri di sconfinamento, siano state penalizzate e condannate persone ad una pena che, seppur costituisca quella minima edittale, rappresenta tuttavia l´equivalente di un anno di lavoro, oltretutto, in un momento di grave crisi quale quello che stiamo attraversando. Ancora, non mi è parso giusto, per quanto riferitomi, il trattamento riservato ai pescatori e, in particolare, ai due capibarca, trattenuti in una struttura inidonea ed igienicamente carente. Un ulteriore appello voglio rivolgerlo al governatore Rosario Crocetta affinché si faccia carico di sostenere concretamente i pescatori».

LA CRONACA DEL SEQUESTRO

Mare nostrum o dei maltesi? Tra Scoglitti e l’isola dei Cavalieri da un mese è guerra per la pesca. Il punto massimo della querelle marittima si è avuto stamani con il sequestro del peschereccio «La Madonnina» della famiglia Penna. Il natante è stato sequestrato al largo della costa (per le autorità militari maltesi in loro acque, per i siciliani in acque internazionali) e scortato verso il porto dell’isola. I quattro uomini dell’equipaggio, tutti familiari, sono stati scortati e intimiditi con i mitra puntati. Si tratta del capobarca, Salvatore Penna, i fratelli Vincenzo e Claudio, il nipote Giovanni Penna. I quattro pescatori sono stati fatti salire sulla motovedetta maltese. La barca viene trainata verso il porto di La Valletta. Salvatore Penna necessita peraltro di medicine in quanto soffre di problemi cardiaci.

«Siamo in guerra con Malta- risponde al telefono Nino Nicosia che dal suo peschereccio «Nunzio Padre» ha ascoltato via radio le fasi del sequestro - da un mese hanno cominciato a procedere con perquisizioni e tentativi di sequestri. Oltre a quello della famiglia Penna si sono portati a Malta anche il peschereccio «Principessa» di Licata. La settimana scorsa ci hanno provato con lo «Zeus» di Andrea Domicolo, venti giorni fa hanno messo in difficoltà un natante di Portopalo che era in acque internazionali. A cosa è servito il sopralluogo fatto con le autorità maltesi se assistiamo a questi atti di forza? Il nostro mare è frastagliato di scogli, sotto costa è vietato pescare, se ci allontaniamo sconfiniamo in altre acque, che dobbiamo fare? Ma in questo caso non c’è stato sconfinamento, perché stiamo attenti a non rischiare imbarcazioni che costato 800 mila euro».

Il Comune di Vittoria è in stato di allerta. L’assessore alla Legalità Piero Gurrieri appena venuto a conoscenza del grave fatto, ha informato il sindaco Giuseppe Nicosia e ed ha attivato l’assessore regionale alla Pesca Dario Caltabellotta il quale, seppure impegnato a Castelbuono, ha dato mandato ai suoi collaboratori di seguire la vicenda. «Dobbiamo verificare- ha detto Gurrieri- se l’imbarcazione della famiglia Penna era in acque internazionali o meno».

Dell’accaduto, il Comune ha informato le autorità di polizia italiane, ed in particolare le Capitanerie di Porto. «Siamo in attesa- conclude Gurrieri- di ulteriori sviluppi della questione, fermo restando che, per il futuro, occorrerà che le autorità italiane e quelle maltesi approfondiscano gli accordi bilaterali esistenti in materia, in quanto, come rappresentato in più occasioni da imprenditori della nostra marineria, gli stessi sarebbero sbilanciati a favore dei pescatori maltesi. L´assessorato regionale è quindi stato investito anche di tale questione. Siamo fiduciosi in una evoluzione positiva dei fatti, mentre, esprimendo vicinanza all´equipaggio, possiamo rassicurare fin d´ora la collettività circa le condizioni di salute dei nostri concittadini".

Nella foto, la flotta peschereccia di Scoglitti