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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 624
VITTORIA - 01/08/2013
Cronache - Il vittoriese Salvatore Marchi racconta la sua disavventura a lieto fine

Parla il parapendista vivo per miracolo

Una vela si è chiusa e il parapendio ha perso quota. Marchi ha chiamato i soccorritori con il cellulare e al «Guzzardi» di Vittoria, in Ortopedia, gli hanno evitato di trascorrere il resto della vita da invalido Foto Corrierediragusa.it

Parapendio, sport estremo, rischio massimo. Anche per un esperto come Salvatore Marchi, 41 anni, fratello del più noto Luigi (ex assessore provinciale e comunale). E’ lui l’uomo precipitato nelle campagne di Chiaramonte Gulfi contro il pendio alla velocità di 50 chilometri orari mentre esercitava la sua passione: planare con quel paracadute rettangolare che fa provare sensazioni sublimi e che qualche paura, come in questo caso. «Una turbolenza-dice Marchi il giorno dopo l’intervento chirurgico- ha fatto chiudere la vela e ho perso quota. Ho rischiato di morire e all’ospedale di Vittoria hanno evitato di farmi passare il resto della vita in una sedia a rotelle».

Con il cellulare Marchi ha chiamato i soccorsi segnalando il punto esatto dove si trovava, i Vigili del fuoco e il personale del «118» sono andati a prenderlo, il resto lo hanno fatto al «Guzzardi» di Vittoria, reparto di Ortopedia, che ancora una volta si dimostra centro di eccellenza, soprattutto per i traumi alla colonna vertebrale.

L’equipe del professore Tullio Russo (la d.ssa Cecilia Casamichele, i medici anestesisti Giovanni Arrabito, Luca La China e tutto il personale infermieristico del reparto, di Anestesia e della sala operatoria), hanno rimesso in sesto Salvatore Marchi in brevissimo tempo. Il paziente è giunto in ospedale con una frattura vertebrale da scoppio con danni agli arti inferiori. E’ rimasto sotto i ferri un paio d’ore subendo l’asportazione di schegge di osso dal midollo, con conseguente stabilizzazione delle fratture vertebrali. In parole povere, è stata scongiurata la paralisi permanente agli arti inferiori.

Lo stesso paziente ci tiene a ringraziare i Vigili del fuoco, il 118, la Polizia tutta l’équipe medica «per l’encomiabile e professionale lavoro svolto durante tutta la catena del soccorso il cui risultato positivo ha evitato il trasferimento in altre strutture ospedaliere evitando altri gravi rischi, disagi per i miei familiari e anche un aggravio di costi per il sistema sanitario».

LA CRONACA DEL SALVATAGGIO
La polizia e i vigili del fuoco di Ragusa hanno soccorso un uomo precipitato con il parapendio nelle campagne di Chiaramonte Gulfi. È stato lo stesso parapendista a chiedere aiuto al 113 chiamando dal suo cellulare e informando la sala operativa di essere caduto in una zona di campagna e di essere rimasto incastrato tra gli alberi della pineta.

Giunti sul posto due operatori della Polizia hanno prestato le prime cure al ferito prima di portarlo all´ospedale "Civile" di Ragusa dove è ricoverato per fratture e contusioni alle gambe e alle braccia.