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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1454
VITTORIA - 16/04/2008
Cronache - Vittoria - L’operazione "Flash back"

Notificate in carcere le 8 ordinanze agli arrestati per associazione mafiosa

Soddisfazione per l’operazione espressa dal sindaco Nicosia e dal presidente dell’Antiracket Santamaria Foto Corrierediragusa.it

Sono state notificate in carcere le 8 ordinanze di custodia cautelare per le altrettante persone arrestate una ventina di giorni fa nell´operazione "Flash Back", portata avanti congiuntamente da Polizia e Carabinieri con il coordinamento della Dda di Catania.

Cinque degli arrestati, Angelo Di Mercurio, Salvatore Fede, Paolo Cannizzo, Giovanni Ottaviano e Filippo Ventura, difesi dall´avvocato Daniele Scrofani, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al gip Vincenzo Ignaccolo e al sostituto procuratore della Dda Fabio Scavone. Gli altri tre, Giovanni Candiano (difeso dall´avv. Marco Greco), Andrea Corallo e Giovanni Busacca (difesi dall´avv. Enrico Platania)si erano dichiarati estranei ai fatti, spiegando anche il perché erano stati intercettati dalle "cimici" mentre dialogavano in macchina con gli altri indagati.

Il capo d´imputazione è molto pesante: 416 bis, associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzato alle estorsioni.

Sei degli arrestati erano stati ammanettati dai militari dell’Arma della Compagnia di Vittoria e del Comando provinciale, e due da Polizia di Vittoria e Squadra Mobile. Erano 8 elementi appartenenti al clan gelese dei Dominante, che probabilmente stavano riorganizzandosi per taglieggiare imprese della provincia di Ragusa. Sei degli arrestati sono con precedenti penali specifici, solo due risultano incensurati.

In manette erano finiti Filippo Ventura (nella foto), 54, detto u marmararu, ritenuto il capo e la mente dell’organizzazione; Paolo Cannizzo, 44 anni, e Salvatore Fede, 51, considerati i più stretti collaboratori di Ventura; Giovanni Busacca, 31 anni, Angelo Di Mercurio, 34 anni, Giuseppe Ottaviano, 29 anni; Andrea Corallo, 37 e Giovanni Candiano 34, quest’ultimi due incensurati. Di Ventura c’è da dire che era uscito dal carcere nell’estate del 2006 dopo un lungo periodo di detenzione sempre per il reato di estorsione.

Un’indagine complessa e delicata, alla quale gli inquirenti lavoravano dal dicembre 2006, da quando erano emersi con chiarezza i tentativi di estorcere denaro a diverse imprese di Vittoria e dell’intera provincia. Erano state censite 5 ditte fra Vittoria, Ragusa e Comiso: aziende commerciali e artigianali. Le cifre richieste andavano dai 2 ai 50 mila euro, a seconda del volume d’affari. Pagabili in due tranche: metà subito e metà a sei mesi. Le prime avvisaglie sono partite da telefonate anonime fatte ai carabinieri. «Ventura comanda a Vittoria e fa le estorsioni» diceva la voce ignota prima di staccare. Il resto l’hanno fatto carabinieri e polizia, seguendo e pedinando i presunti estortori fino ad arrivare alle ordinanze d’arresto.

Il clan vittoriese avrebbe agito con nuove tecniche per esercitare la forza e l’intimidazione nei confronti delle vittime. Modi garbati e cortesi, secondo il nuovo cliché usato dalla mafia per fare pagare il «pizzo» in cambio di protezione dell’attività imprenditoriale. Indagini che hanno visto attuare una stretta sinergia fra Polizia e Carabinieri, che grazie a sofisticati sistemi di intercettazioni ambientali e telefoniche hanno potuto consegnare alla giustizia i componenti del nuovo clan Dominante.

Durante il blitz, scattato alle 4 del mattino, a cui hanno partecipato una settantina di uomini, in prevalenza carabinieri, sono state eseguite perquisizioni domiciliari a casa degli arrestati. Dentro il cassetto del comodino della stanza dove dormiva Paolo Cannizzo, i militari hanno rinvenuto della documentazione utile alle indagini, nonché due pistole e munizioni. In particolare, una 357 marca Taurus e una semiautomatica tipo Luger, un silenziatore e una quarantina di cartucce calibro 7,65 e 22.

Tutti i particolari dell’operazione sono stati resi noti in conferenza stampa presso la Compagnia di Vittoria alla quale hanno partecipato: il Procuratore Capo di Catania Vincenzo D’Agata e il sostituto Fabio Scavone, il questore Giuseppe Oddo, il tenente colonnello dei carabinieri Nicodemo Macrì, il Capo della Squadra mobile Francesco Marino, il comandane del reparto operativo Paolo Puntel, il comandante la Compagnia di Vittoria Matteo Salvatori, il tenente Carmine Gesualdo.

Paolo Cannizzo comparirà davanti al gip Vincenzo Saito anche per un altro capo d´imputazione. La detenzione delle due pistole e delle munizioni trovate dentro il comodino della camera da letto al momento dell´arresto. Dopo l´operazione l´associazione Antiracket di Vittoria, a nome del presidente Riccardo Santamaria, ha espresso soddisfazione per l´operazione condotta dalle forze dell´ordine e ha invitato le vittime a collaborare. Stessa cosa ha fatto il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia che s´è congratulato per la brillante operazione .

Giovanni Busacca Paolo Cannizzo Angelo Di Mercurio
Salvatore Fede Giuseppe Ottaviano Giovanni Candiano
Andrea Corallo Filippo Ventura