Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1011
VITTORIA - 13/06/2013
Cronache - Non si arrestano a Vittoria i comportamenti incivili

Nuovo raid vandalico alla villa, distrutta bambinopoli

La denuncia dell’assessore Filippo Cavallo: «Chi assiste a fatti del genere li segnali alle forze dell’ordine»
Foto CorrierediRagusa.it

L’ultimo raid vandalico a Vittoria ha preso di mira per l’ennesima volta la villa comunale, un polmone verde che, sebbene curato con qualche lacuna, il resto della provincia ci invidia. Ai giardini comunali è stato distrutto uno dei giochi della bambinopoli. Si tratta del bilico, che già un mese fa era stato oggetto di danneggiamenti e che ora è stato spezzato.

A scoprire l’accaduto sono stati i tecnici dell’Ufficio Manutenzioni, che hanno constatato l’impossibilità di riparare il gioco e lo hanno perciò rimosso. Quindi prima l’avevano danneggiato, adesso l’hanno spezzato. Il colpo di grazia. Così i bambini non avranno più dove andare a giocare. Anche quello della riviera Kamarina di Scoglitti qualche settimana fa subì lo stesso trattamento. Filippo Cavallo, che più che alle manutenzioni sembra essere l’assessore al vandalismo, afferma: «Dopo avere tentato diverse volte di distruggerlo i vandali hanno ora assestato il colpo mortale al giochino, privando così i bambini della città di uno strumento di svago. Com’era già accaduto a Scoglitti con le altalene della Riviera Kamarina, anche alla villa comunale dobbiamo fare i conti con l’inciviltà e la mancanza di rispetto per i beni pubblici. Ancora una volta lancio un appello ai cittadini: chi assiste a fatti del genere non esiti a segnalarli alle forze dell’ordine».

Di altri danneggiamenti che la città di Vittoria, unica in provincia nell’arte del divellere con gusto beni di pubblica utilità, ha subito e continua a subire le cronache giornalistiche hanno consumato fiumi d’inchiostro. A nulla sono valsi gli appelli degli assessori di turno e del resoconto delle cronache. E poiché lo Stato di diritto rimane indifferente anche dinanzi a questi comportamenti, quand’anche venissero individuati i responsabili, rassegniamoci a convivere nel degrado. Ma lasciateci almeno la libertà di indignarci.