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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 496
VITTORIA - 07/06/2013
Cronache - Prostituzione, blitz all’alba nell’ipparino: 2 uomini e altrettante donne in manette

VIDEO - Prostituzione sudamericane, 4 arresti

Operazione «Nina» dei Carabinieri che hanno ammanettato 4 vittoriesi dopo un’indagine durata 6 mesi. Tariffario dai 50 euro a salire, a seconda delle esigenze dei clienti
Foto CorrierediRagusa.it

La Nina, la Leon, la Leito la Giovanna e la Carolina. Erano i nomi d’arte del quintetto di prostitute sudamericane che dal novembre 2012 al 6 giugno 2013 hanno soddisfatto i piaceri della clientela vittoriese e non solo dentro una villetta di contrada Fossa Lupo, territorio ipparino, gestito dalla «tenutaria» Elena Balestrino.



Le ragazze cambiavano ciclicamente, ma i nomi di “battaglia” erano sempre questi. Dalle prime luci dell’alba di venerdì, la casa del lenocinio è chiusa. Come la legge Merlin vuole! Anzi è sigillata e sequestrata dai Carabinieri di Vittoria che hanno effettuato il blitiz e 5 arresti dando esecuzione all’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Serena Menicucci, che ha diretto le indagini coordinate sul campo dal colonnello Salvo Gagliano, comandante del Comando provinciale e dal capitano Francesco Soricelli, a capo della Compagnia di Vittoria. Prima dell’alba l’elicottero dei militari ha cominciato a sorvolare il cielo di Vittoria e Comiso e 30 carabinieri sono entrati in azine nella villa del piacere e nelle case private di Elena Balestrino, 58 anni, Emanuele Giannì, pensionato di 67 anni, Rossella Noto, disoccupata di 27 anni, Maurizio Trovato, sulla carta operatore agricolo di 52 anni. Solo la Balestrino, già oggetto di attenzioni giudiziarie sempre per questo vecchio mestiere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, si trova rinchiusa in una cella femminile del carcere di Bicocca a Catania. Gli altri 3 sono stati ammessi agli arresti domiciliari, essendo le loro responsabilità di minore rilievo rispetto alla maitresse Balestrino.

I militari hanno dato un ruolo ai presunti lenoni. Elena Balestrino, in quanto proprietaria dell’immobile (all’interno della quale stanza da letto sono stati sequestrati anche indumenti osè quali sottovesti, reggiseni, slip e calze di colori bianchi e neri) controllava e dirigeva l’attività di prostituzione di oltre 5 ragazze sudamericane, gestendo i turni di lavoro settimanali delle prostitute, impartendo direttive ai complici sul tipo di assistenza da fornire loro di volta in volta, controllando il numero di clienti e gli incassi conseguiti dalle stesse. Maurizio Trovato svolgeva il ruolo del cassiere, oltre a prestare assistenza alle donne, ma anche una sorta di “vicario” in assenza della Balestrino, informandola anche dei momenti di “carenza di clientela” a causa della crisi economica. Emanuele Giannì faceva invece l’autista, il trasportatore delle donne prelevate alla stazione dell’autobus di Comiso per condurle nella casa d’appuntamento. Infine Rossella Noto, la donna di fiducia della Balestrino, dama di compagnia delle prostitute e addetta anche al controllo degli incassi per evitare comportamenti truffaldini da parte delle straniere.

Fra i particolari importanti rivelati dai carabinieri, il fatturato mensile per ogni prostituta. Più o meno 20 mila euro al mese. Totale circa 100 mila euro. Le tariffe variavano da 300 euro a 600, per una durata da 10 minuti a un’ora, a seconda dei desideri e della resistenza dei clienti. Ma l’aspetto più deprimente della squallida storia postribolare, è il trattamento riservato a due donne costrette a prostituirsi: una madre di 58 anni detta Ynes, e la figlia di 28 anni, detta Nina, da cui prende nome l’operazione. Quest’ultima, come emerge dalle indagini, viene spesso maltrattata dalla Balestrino a causa del suo scarso rendimento. La tenutaria sospetta addirittura che Ynes e la madre tentassero di eludere gli accordi circa la suddivisione dei compensi. L’operazione ha interessato anche i territori dei comuni di Comiso, Catania Piazza Dante e Ognina, Paternò e Napoli Stella.