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VITTORIA - 23/05/2013
Cronache - Si sono celebrati nella chiesa del Sacro Cuore i funerali del muratore

Don Cascone: "Sacrificio Guarascio vano"?

Il sindaco Nicosia e le autorità istituzionali e militari dietro il feretro di Giovanni Guarascio. La proposta di iniziativa popolare dell’assessore Piero Gurrieri approda al Senato
Foto CorrierediRagusa.it

Con i figli Antonio, Martina e Maria, dietro il feretro di Giovanni Guarascio (nella foto recente) c’è anche il sindaco Giuseppe Nicosia. Il muratore vittima di questa assurda tragedia ha ricevuto l’omaggio più alto e solenne dalle autorità locali, accompagnato durante l´ultimo viaggio dalle rappresentanze di Polizia e Carabinieri, Polizia municipale, Guardia di finanza, Polizia stradale e delle istituzioni della città. Dolore, rabbia e anche rassegnazione, dopo 10 giorni di riflettori accesi su un caso che ha scosso molte coscienze, si spera anche in Parlamento, se è vero che la proposta di legge di iniziativa popolare presentata dall’assessore Piero Gurrieri, relativamente alla riscossione dei tributi e alla impignorabilità della prima casa, ha trovato pronto il senatore Beppe Lumia. L’iniziativa è stata a portata a Palazzo Madama al fine di caricare il problema anche sulle coscienze dei parlamentari nazionali.

Alle 16,30 in punto la salma del muratore ha lasciato la casa di via Brescia, attualmente sotto sequestro, per dirigersi in piazza Senia, nella chiesa del Sacro Cuore, percorrendo le vie Brescia, Adua e San Martino. Padre Giovanni Giaquinta ha accompagnato il corteo lungo il percorso, ma in chiesa l’omelia funebre è stata affidata al parroco Mario Cascone. Il quale, con l’arguzia che contraddistingue la sua espressività intellettuale, è andato diritto al cuore del problema. «Il gesto di Giovanni Guarascio-ha detto don Mario Cascone- ha senso solo se c’è assunzione di responsabilità di chi ha il potere di modificare le leggi, altrimenti è stato un gesto vano». Ha scaricato la responsabilità dell’accaduto nella giusta sede. Nella sede dove spesso, per viltà, incapacità, cinismo e abulia nei confronti del Paese reale, si antepongono gli interessi di bottega personale piuttosto che quelli della gente.

Parecchi i cronisti e fotografi al seguito della bara, e anche le televisioni, oltre a quelle locali, sono state presenti, su tutte la Rai e La7. Dietro la bara di Giovanni Guarascio c’è un vuoto importante che balza subito in evidenza. Manca Giorgia Famà, la sfortunata moglie della vittima che si trova ricoverata al «Cannizzaro» Catania perché avvolta dalle fiamme che il marito si è appiccato addosso dopo essersi cosparso di benzina. La donna si trovava accanto al marito durante la conversazione concitata che ha scatenato la tragedia. Non ha avuto il tempo di bloccare il congiunto, che è diventata anch’essa una torcia insieme al poliziotto Nino Terranova, tuttora ricoverato in terapia intensiva a Catania. La signora Famà non sa che quando tornerà a casa, si spera presto, non troverà più il marito.

Si diceva che il caso Guarascio, come ormai viene definito, ha aperto una breccia sul muro di una legislazione spietata in materia di riscossioni tributi, di pignoramento delle prima casa e di sfratti. Nel contesto di una crisi che vede molta gente ai limiti della sopravvivenza, il legislatore non può pensare alle beghe di interesse personale ma deve dare risposte al bisogno urgente di interventi sociali. Il caso Guarascio non è stato il primo caso di disperazione estrema, ma si spera che sia l’ultimo. Il tema portante è il lavoro. Chi non ha lavoro e deve mantenere la famiglia non può essere spinto verso il precipizio. Non si chiedono forme si assistenzialismo, ma la creazione di lavoro per i giovani disoccupati e per chi il lavoro l’ha perso.


24/05/2013 | 13.21.48
Piero Gurrieri

Dovrebbero essere i parlamentari a proporre leggi giuste per i cittadini e non gli amministratori di piccole città come la mia. Ma di fronte al lassismo che domina i palazzi romani non è però possibile rimanere con le mani in mano. Da ciò la proposta di legge che non a caso è "di iniziativa popolare" perché è la Costituzione a stabilire che anche i "comuni" cittadini possano proporre leggi giuste e non solo ministri deputati o senatori. Ha ragione don Cascone: questo lutto non dovrà essere vano. Da ora si apre una sfida che il nostro Comune lancerà insieme alle altre città siciliane e alle associazioni, insieme, senza colori e senza bandiere. Un grazie al sen. Lumia, che ha fatto propria la nostra proposta: speriamo che a lui si aggiungano tanti altri di ogni colore politico. E alla Chiesa siciliana che ieri ha risposto al nostro appello dichiarando vicinanza e sostegno.