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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 506
VITTORIA - 23/05/2013
Cronache - Una settimana fa la tragedia consumatosi nella casa di via Brescia messa all’asta

Oggi funerali Guarascio. Lutto cittadino

Restano ricoverate al "Cannizzaro" sotto attenta osservazione dei medici la moglie del muratore Giorgia Famà ed il poliziotto, Antonino Terranova Foto Corrierediragusa.it

Oggi per la città Vittoria è una giornata di lutto cittadino. E’ stato proclamato dal sindaco Giuseppe Nicosia per ricordare con maggiore solennità la morte del muratore Giovanni Guarascio (nella foto), 64 anni, deceduto al Cannizzaro di Catania dopo una settimana di ricovero in terapia intensiva per le forti ustioni riportate sul corpo il 14 maggio scorso. Si diede fuoco per evitare lo sfratto della casa di via Brescia, venduta all’asta per 27 mila euro, che con le sue mani aveva costruito in tanti anni di sacrifici. "Mi unisco al dolore della famiglia Guarascio – ha dichiarato il sindaco, che parteciperà ai funerali, che saranno celebrati alle ore 16,30 nella chiesa del Sacro Cuore – e ho ritenuto doveroso proclamare il lutto cittadino per una morte che ha colpito l’opinione pubblica e l’intera comunità".

La salma di Giovanni Guarascio è stata restituita ai figli e ai parenti ieri mattina. Si trova nella bara di una stanza del primo piano dell’appartamento che ha scatenato il dramma. Sopra la bara una foto della vittima: brillano due occhi buoni e sinceri, occhi che esprimono la personalità di un animo buono, di uno che non sarebbe mai riuscito a fare del male a nessuno. Piuttosto il male se l’è fatto da solo, cospargendosi di benzina e dandosi fuoco per non piegarsi alla legge dello Stato che l’ufficiale giudiziario stava facendo rispettare nell’esercizio delle sue funzioni dando corso all’esecuzione immobiliare. La moglie di Guarascio, la signora Giorgia Famà, non sa che il marito ha cessato di lottare per sempre. Si trova ricoverata al centro Grandi ustioni di Catania in terapia intensiva, insieme al poliziotto Nino Terranova. I medici non sciolgono la prognosi riservata, ma sono fiduciosi che presto le condizioni dei due feriti possano migliorare al punto da restituirli presto all’affetto dei loro cari.

A proposito di legge sugli sfratti, il Comune di Vittoria si è mosso con tempestività grazie a una proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma del sistema di riscossione e i limiti all’espropriazione della prima casa grazie all’iniziativa dell’assessore alla Trasparenza Piero Gurrieri, subito appoggiata dall’altro assessore Gianni Caruano. L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa a palazzo Iacono e una bozza del documento è stata inviata alle segreterie nazionali, regionali e provinciali di CGIL, CISL, UIL e UGL, all´A.N.C.I., a tutte le organizzazioni e associazioni agricole, artigiane e commerciali, alle associazioni dei consumatori e agli organi di informazione nazionali, chiedendo approfondimento e concertazione. "In questi giorni- dice Gurrieri- come amministratori, abbiamo incontrato singole persone e gruppi che si sono formati dopo i drammatici fatti che hanno colpito la famiglia Guarascio e due agenti della Polizia di Stato. Abbiamo appreso, nel corso dell´ultimo di questi incontri tenuti con alcuni rappresentanti del comitato "salvacasa", che le procedure di espropriazione non si sono certo fermate e che per mercoledì prossimo sono in programma aste immobiliari ai danni di cittadini vittoriesi presso il Tribunale di Siracusa. L´appello che possiamo fare, non avendo le istituzioni locali la possibilità giuridica di fermare procedure giudiziali ed esecutive in corso, è alle parti in causa: considerati alcuni segnali positivi che vengono dal Governo della Regione, riteniamo che sarebbe altamente auspicabile un gesto di disponibilità che possa condurre quantomeno ad un rinvio a data da destinare delle procedure espropriative in attesa di provvedimenti che possano contribuire ad un clima di serenità e di distensione".

La morte di Giovanni Guarascio
Giovanni Guarascio non ce l’ha fatta. Il muratore vittoriese, 64 anni, è morto alle 3.20 di martedì nel reparto di Rianimazione del "Cannizzaro" a Catania in conseguenza delle gravi ustioni che aveva riportato dandosi fuoco proprio una settimana fa nella sua casa di via Brescia. Giovanni Guarascio è morto per arresto cardiaco ed insufficienza respiratoria ed a nulla hanno potuto i medici che hanno seguito l’evoluzione delle condizioni dell’uomo arrivato al «Cannizzaro» in elisoccorso con gravissime ustioni di primo e secondo grado in tutto il corpo. I funerali saranno celebrati alle 16,30 di oggi nella chiesa del Sacro Cuore.

Il muratore vittoriese è arrivato in gravissime condizioni nell’ospedale catanese ed i medici hanno mantenuto la prognosi riservata per tutta la settimana, ma la notte scorsa l´uomo non ce l´ha fatta. La tragedia consumatasi a Vittoria ha avuto un epilogo drammatico ed aggiunge tristezza e rabbia ad un fatto che ha colpito tutta l´Italia. La figlia del muratore vittoriese si è soffermata con i giornalisti davanti alla casa di via Brescia ed ha avuto parole durissimne nei confronti del sistema creditizio. "La tragedia della nostra famiglia sia di monito a chi deve e può intervenire per risolvere casi come quello di mio padre. Uomo buono, grande lavoratore, anima della famiglia. E´ una vergogna per tutit che sia morto in queste condizioni".

La notizia della morte di Giovani Guarascio si è diffusa di prima mattina in città, anche tramite i sociaal network, ed ha lasciato sgomenta la comunità vittoriese. Resta tanta apprensione anche per la moglie di Giovanni Guarascio, coinvolta nel tragico episodio, ed anch’essa ricoverata al «Cannizzaro» per le ustioni di secondo e terzo grado riportate.

Le condizioni di Giorgià Famà, tuttavia, non appaiono così gravi anche se la donna è ancora in prognosi riservata. Resta ricoverato anche l’agente di Polizia Antonino Terranova, 36 anni, che era intervenuto insieme al collega Giammarco Di Raimondo per cercare di salvare il muratore. Sia la donna sia il poliziotto saranno sottoposti la prossima settimana ad interventi ricostruttivi al viso ed al collo e solo dopo i medici scioglieranno la prognosi.

Giovanni Guarascio si è dato fuoco con della benzina quando ha visto presentarsi l´ufficiale giudiziario per eseguire l´ordine di sfratto dalla casa di via Brescia.

Per evitare lo sgombero dell’abitazione Guarascio è stato colto dal raptus della disperazione e si è dato fuoco. Le fiamme in poco tempo hanno avvolto anche l’agente Antonino Terranova, il più veloce a lanciarsi verso l´uomo dentro il garage che era già una torcia umana. Poi il poliziotto è uscito fuori avvolto dalla fiamme. Grazie alla prontezza e al coraggio del commerciante Armando Barone si è salvato. Il commerciante ha preso l´estintore ed ha spento prima le fiamme del poliziotto e dopo quelle del muratore.


NO COMMENT
21/05/2013 | 9.25.15
salvo

i fatti si commentano da soli NO COMMENT è bene sol oricordare le parole di Papa Francesco che si deve dare più voc e alla povera gente che alle banche!!!!