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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 923
VITTORIA - 18/05/2013
Cronache - In azione una banda di romeni sgominata dalla Polizia: tra loro pure una donna

Manette per 4: rubata una tonnellata di rame

Un danno economico ingente quello provocato di romeni ai proprietari delle condutture

Rame rubato in quantità industriale. Tre uomini e una donna, i presunti ladri e ricettatori di una tonnellata e mezza di cavi elettrici bi e tripolari di varie sezioni, 49 matasse accatastate, pronte per la spellatura dei cavi al fine di ricavarne la treccia di rame custoditi in contrada Surdi, nei pressi della linea ferroviaria Vittoria-Gela. Un danno economico ingentissimo ai proprietari di quelle condutture per il loro valore intrinseco e per i danni agli impianti dai quali sono stati trafugati. Un ottimo guadagno anche per i ladri o ricettatori, visto che sul mercato del riciclaggio il metallo rosso è pagato tra i 3,5 ed i 4 euro al chilogrammo. Ed è per questo motivo che sempre più spesso imprenditori, agricoltori, o i gestori delle linee elettriche denunciano furti di chilometri di cavi di rame.

A gestire «l’impresa» del rame rubato, 4 romeni tutti arrestati per il reato di furto di energia elettrica e ricettazione, entrambi i reati pluriaggravati ed in concorso. In manette sono finiti Marica Lupu, 39 anni, Gheroghe Obdan Oprea, 29 anni, unico pregiudicato del quartetto, Mihai Cicoiu, 57 anni e Viorel Sandu, 38 anni. I caseggiati fatiscenti che sono ubicati in contrada Surdi erano diventati il loro centro di abitazione e di «lavoro», luogo del riciclaggio del materiale elettrico rubato. Il via vai di queste persone ha insospettito la Polizia del commissariato di Vittoria, coordinata dal dirigente Rosario Amarù, che aveva ricevuto numerose denunce per furti di rame nel vittoriese, reato in continuo amumento se si considera, appunto, che il rame riciclato vale nel mercato dia 3,5/4 euro al chilo.

I sospetti si sono trasformati in realtà quando all’interno di uno dei vani in uso esclusivo alla piccola comunità che abitualmente vi dimora, sono state rinvenute le matasse di cavo elettrico. E tutto intorno quantitativi enormi di guaina butilica, la parte in plastica che isola la treccia di rame, segno di precedenti spellature per separare il prezioso metallo dalla plastica. Segni che inequivocabilmente significano come quel luogo fosse una vera e propria centrale per il riciclaggio del rame.

I 4 romeni avevano fissato la loro dimora nel caseggiato oggetto d’indagine. I segni rilevati fanno ritenere il loro soggiorno in quel logo già da tempo. C’era tutto l’occorrente per vivere, anche se le condizioni di igiene e di salubrità sono da terzo mondo. Ladri di rame e anche di corrente elettrica, perché i 4 attraverso un altro cavo elettrico lungo 30 metri, avevano allacciato abusivamente alla linea elettrica. Per questo motivo, dopo l’intervento di personale specializzato dell’Enel che verificava l’allaccio illegale, la Polizia ha proceduto all’identificazione e all’arresto dei romeni.