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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:57 - Lettori online 772
VITTORIA - 14/05/2013
Cronache - Disponibile un posto letto al Cannizzaro di Catania

In gravi condizioni Giorgia Famà, moglie muratore che si è dato fuoco: è in prognosi riservata

Stazionarie le condizioni di Giovanni Guarascio e del poliziotto Antonino Terranova, entrambi in prognosi riservata. Il muratore indagato per lesioni colpose
Foto CorrierediRagusa.it

La terribile vicenda di Vittoria fa registrare altre notizia tutt’altro che confortanti. Le condizioni della signora Giorgia Famà, moglie di Giovanni Guarascio, si sono aggravate, tanto che è stato necessario il ricovero presso l’ospedale di Vittoria. La prognosi è riservata. La donna presenta ustioni di primo e di secondo grado sul 30 per cento del corpo, soprattutto alla faccia e al collo. Dopo alcune difficoltà a reperire un posto libero in un centro grandi ustioni tra Palermo e Catania, poco fa è arrivato l´ok dal cetnro etneo. La signora è stata trasportata in ambulanza nello stesso nosocomio dove sono ricovrati il marito e il poliziotto.

Giovanni Guarascio e il poliziotto Antonio Terranova rimangono in condizioni gravi ma stazionarie. Il primo è in rianimazione e il secondo si trova in terapia intensiva, entrambi ricoverati al Cannizzaro di Catania. La tragedia, purtroppo, va avanti e interessa anche l’aspetto penale di quanto accaduto in via Brescia. Il muratore Giovanni Guarascio è indagato per lesioni colpose. Il suo disperato gesto ha messo a repentaglio la vita di altre persone: la moglie, la figlia, e i due poliziotti che gli si sono avvicinati per cercare di spegnere le fiamme. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa.

Per quanto riguarda la controversia civile della vicenda, la casa di via Brescia, de piani per un totale di circa 300 metri quadri, acquistata all’asta da Orazio Sciagura per 27 mila euro, rimane sotto sequestro. «Il mio cliente- afferma il legare di Sciagura, l’avvocato Daniele Drago- aveva manifestato la disponibilità di non voler partecipare all’asta se il proprietario era interessato a volerla riacquistare. Nessuno ha risposto e il sig. Sciagura ha acquistato la casa. In un secondo tempo Guarascio è venuto nel mio studio dicendo di essere disposto al riacquisto oppure ad affittarla. Purtroppo la trattativa si è trasformata in tragedia».

LA CRONACA DELLA TRAGEDIA
Tragedia della disperazione a Vittoria in via Brescia. Un uomo per non lasciare la casa dove abita con la famiglia, venduta all’asta per 26mila euro, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco coinvolgendo nel rogo anche la moglie, la figlia e un agente di Polizia addetto alle volanti che cercava di calmare gli animi.

Il grave episodio è successo alle 13,45, mentre era in corso la trattativa fra gli avvocati delle due parti (Daniele Drago per la famiglia acquirente e Giulia Artini per la vittima) che tentavano di mettere d’accordo l’acquirente e la famiglia destinataria dello sfratto dopo una mattinata piuttosto concitata sin dall’arrivo dell’ufficiale giudiziario Anna Cavallaro.

Protagonisti della terribile vicenda, il muratore Giovanni Guarascio, 64 anni, disoccupato a cui la banca aveva chiuso l´accesso al credito per un debito di 10 mila euro; la moglie Giorgia Famà e una delle tre figlie della coppia; due agenti di Polizia, Antonino Terranova, 36 anni, sposato e padre di due bambini, da 5 anni in servizio a Vittoria, e Giammarco Di Raimondo, 46 anni, sposato e padre di due figli, anch´egli a Vittoria a 5 anni. (Nella foto all´arrivo dell´ambulanza in senso orario Guarascio e gli agenti Terranova e Di Raimondo).

L´agente Terranova nel tentativo di spegnere le fiamme dal corpo di Guarascio ha riportato ustioni di primo e secondo grado al volto e agli arti superiori. Nel primo pomeriggio è stato trasferito in elisoccorso al Cannizzaro di Catania. Ferite lievi ha riportato l´altro agente, mentre la moglie e la figlia sono state condotte in ospedale in stato di choc.

Dopo mezzogiorno la discussione degenera, tanto che il vicinato sente il bisogno di fare intervenire il 113. Mentre si cercava la mediazione per evitare lo sgombero dell’abitazione (il portone d’ingresso è murato a tabbia e l’entrata è dal garage), Guarascio è stato colto dal raptus della disperazione e si è dato fuoco. Le fiamme in poco tempo hanno avvolto anche l’agente Antonino Terranova, il più veloce a lanciarsi verso l´uomo dentro il garage che era già una torcia umana. Poi il poliziotto è uscito fuori avvolto dalla fiamme. Grazie alla prontezza e al coraggio del commerciante Armando Barone si è salvato. Il commerciante ha preso l´estintore ed ha spento prima le fiamme del poliziotto e dopo quelle del muratore.

I feriti sono stati trasportati in elisoccorso al Cannizzaro di Catania, il poliziotto Antonio Terranova, e a Palermo Giovanni Guarascio, 49 anni, muratore, che è stato dichiarato in prognosi riservata. Il poliziotto, per fortuna non è in pericolo di vita. Ustionati in maniera lieve pure la moglie e la figlia del proprietario della casa, e un secondo poliziotto, tutti già dimessi dal "Guzzardi" di Vittoria. Il questore di Ragusa Giuseppe Gammino si tiene in continuo contatto con l´ospedale di Catania per seguire il quadro clinico del coraggioso agente addetto al servizio volanti del commissariato di Vittoria.

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo di carattere penale. L´autorità giudiziaria vuole ora approfondire i motivi che hanno indotto il muratore a compiere l´insano gesto. L´avvocato Giulia Artini aveva proposto alle parti di fare rimanere in affitto la famiglia Guarascio nella casa, fino a quando il muratore non avesse avuto la disponibilità di 26 mila euro per riottenere la casa che aveva costruito con tanti sacrifici.


15/05/2013 | 21.22.14
Stefano

Un folle gesto di disperazione per salvare il frutto dei sacrifici di una vita, chissà a quante altre persone in situazioni simili sia passato cio´ per la testa.
Spero le loro condizioni di salute possano migliorare.
Si potrebbe creare un forum dove ognuno potrebbe esporre le proprie problematiche, indicare la black list delle banche e poter fare gruppo per fare valere i nostri diritti.
Condivido il pensiero di salvatore, sapere il nome della banca e chiudere il proprio conto corrente(almeno per chi è nelle condizioni di farlo), come segno di protesta.


destini si incrociano
15/05/2013 | 16.10.09
Carmelo Giancarlo

destini si incrociano in una terra afflitta da disperazione e follia incontrollabile dove l´irreale diventa spesso motivo di dialogo e il reale motivo di dubbio ( ma chia puo´ essere, nun ci criru). Il brutto è che il reale è oggi vivo e fecondo e quando qualcuno esprime le proprie considerazioni non vi è mai pronto alcuno che ascolti con interesse quello che ha da dire, in quanto non si crede. Questi sono i risultati una battaglia fra poveri che non ha nessun vincitore. La politica........., in balia di un mare agitato e alla deriva, sa solo dopo una tragedia esprimere sconforto e chiedere aiuto alle istituzioni. Roba da matti!!!


pignoramento e banca
15/05/2013 | 11.42.51
barone salvatore

personalmente non acquisterei una casa pignorata e messa all´asta,dietro ogni pignoramento c´e una grave difficolta familiare ,comprendo che le banche non sono istituti di beneficenza ma potrebbero comportarsi con umanità ed essere meno sciacalli , adesso identificare la banca ,chiudere i conti ed evitare rapporti futuri


14/05/2013 | 20.33.54
Mirko

Alla gentile redazione vorrei suggerire di scrivere la persona coraggiosissima che è subito intervenuta a "spegnere" le persone coinvolte nelle fiamme.
Un grazie sincero da tutti noi al titolare della bottega vicino all´accaduto...