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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1214
VITTORIA - 22/04/2013
Cronache - Dal manicomio di Barcellona a contrada Pendente

Zio abusò di nipotina di 5 anni: in carcere

Il fatto si verificò nel novembre del 2012. Le indagini condotte dal gip Claudia Maone e dal Commissariato di Vittoria hanno accertato che l’orco della piccola ha agito con volontà e coscienza
Foto CorrierediRagusa.it

Non era incapace di intendere e di volere quando abusò della nipotina di 5 anni, figlia della sorella, il 45enne vittoriese arrestato il 19 novembre del 2012 e subito ricoverato presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. Per la Procura della Repubblica di Ragusa, l’ipotesi dell’incapacità di intendere e di volere del soggetto non è stata mai convincente, tanto che il sostituto procuratore Claudia Maone ha richiesto diversi incidenti probatori per accertare se al momento del fatto l’uomo non era in stato di mente normale. Esperita la perizia psichiatrica sul presunto autore del reato, si è accertato che quando abusava della nipotina l’uomo era cosciente di ciò che faceva. Il giudice per le indagini preliminari Claudio Maggioni ha disposto per l’indagato la misura della custodia cautelare in carcere che è stata eseguita sabato scorso dagli agenti del Commissariato di Vittoria in collaborazione con la Polizia penitenziaria.

Un caso mostruoso, dunque, lui 45 anni, lei una bambina di 5 anni costretta a subire i turpi capricci sessuali dello zio. La brutale vicenda venne alla luce a seguito della segnalazione pervenuta alla Polizia dal pronto soccorso dell’ospedale di Vittoria. L’uomo è indagato perché in più occasioni commettendo un disegno criminoso, anche in tempi diversi, con violenza ed abuso di autorità derivante dalla sua qualità di fratello della madre della bambina, e abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima, prendendola in disparte, la costringeva a compiere o subire atti sessuali contro la sua volontà.

Le ulteriori indagini condotte dagli inquirenti del Commissariato hanno risultati completamente diversi dalle prime supposizioni. E’ emerso che l’uomo al momento dei fatti era capace di intendere e di volere: non all’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, ma in carcere deve stare. Sabato scorso è stato presevato dai poliziotti e condotto in contrada Pendente, dove attenderà l’esito del processo.

Nella foto il commissario Rosario Amarù a sinistra e il questore Giuseppe Gammino