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VITTORIA - 12/01/2013
Cronache - Dopo Lorena Martinez e Angela Carvana, arrestata la

I love shopping 2, presa la terza donna

Anche Chiara Savio aveva un ruolo importante nell’azione delittuosa che ha tenuto sotto scacco esercizi commerciali tra il 2011 e il 2012
Foto CorrierediRagusa.it

La Polizia di Vittoria chiude con un altro arresto le indagini sui furti commessi con destrezza da parte di 3 donne vittoriesi. Con l’arresto di Chiara Savio (foto), vittoriese di 23 anni, si chiude il triangolo «rosa» delle presunte ladre che tra il 2011 e la fine del 2012 hanno tenuto sotto scacco numerosi centri commerciali di Vittoria. Le indagini del Commissariato di Vittoria, coordinate dal sostituto procuratore Federica Messina, hanno permesso di individuare nella Savio la terza complice di Lorena Martinez e Angela Carvana, già arrestate perché ritenute responsabili di una serie di furti con destrezza commessi a Vittoria presso esercizi commerciali in un arco temporale dal 12 giugno al 27 settembre 2012. La nuova esecuzione di misura cautelare richiesta dal pm Messina è stata firmata dal gip Claudio Maggioni. Sono, in particolare, tre i furti e due gli episodi di uso indebito presso sportelli bancomat delle tessere asportate ai legittimi proprietari contestati nell’ordinanza.

L’ultimo episodio contestato è stato consumato la sera prima che la Martinez venisse tratta in arresto. Il quadro investigativo ha delineato l’esistenza di un «gruppetto» in piena attività delinquenziale smantellato dall’intervento della Polizia e dell’Autorità Giudiziaria. In particolare si è rilevata una particolare pervicacia nella commissione dei furti con destrezza. «Un’attività delinquenziale caparbia il cui moto è stato possibile interrompere solo con la carcerazione»- dicono gli inquirenti.

Le modalità dei furti erano sempre le stesse: due donne agendo in concorso tra di loro, spesso con passeggino e bimba al seguito, raggiungevano l’esercizio preso di mira, già opportunamente individuato, al cui interno vi era quasi sempre solo la negoziante o la commessa di turno. Una volta all’interno, le due malviventi, fingendo di essere potenziali clienti, agivano distraendo dapprima l’attenzione della negoziante/commessa, intrattenuta con generiche richieste di informazioni sulla merce esposta cosicché una delle due complici poteva girovagare dentro il negozio asportare quanto di interesse, quasi sempre la borsa o gli effetti personali della negoziante/commessa ignara di quanto stava accadendo. Una volta compiuto il furto, le due donne, si allontanavano in fretta dall’esercizio commerciale prima che le ignare vittime si accorgessero del furto effettivamente subito.