Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1381
VITTORIA - 29/09/2007
Cronache - Vittoria - Decisione assunta in via cautelativa dalla giunta

Sospensione dal lavoro
per Angelo Fabrizio Firriolo

Diede ospitalità ai due autori della sparatoria di Scoglitti Foto Corrierediragusa.it

La giunta municipale di Vittoria, riunitasi a palazzo Iacono, ha deciso la sospensione dal lavoro, in via cautelativa, di Angelo Fabrizio Firriolo (nella foto), il cinquantenne vittoriese arrestato il 22 settembre scorso dalla Polizia di Vittoria e dalla Squadra mobile di Ragusa con l’accusa d’aver favorito la latitanza dei presunti autori della sparatoria del 15 agosto a Scoglitti.

"Fino a quando non verrà chiarita la sua posizione- ha dichiarato il sindaco Giuseppe Nicosia- non vi è alcun dubbio che Firriolo non può esercitare il mandato di dipendente pubblico". Angelo Firriolo svolgeva il lavoro di autista del pulmino che trasporta gli alunni delle scuole di Vittoria.

In passato aveva avuto qualche noia di poco conto con la giustizia e per molti anni aveva assunto un comportamento esemplare. La notizia dell’arresto insieme a Gabriele Triolo e a Massimo Mangione ha fatto molto scalpore in città. La casa di campagna, in contrada Bosco Piano, nei pressi della discarica comunale, che ha ospitato per parecchi mesi Triolo e Mangione, era di proprietà di Firriolo. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Santino Garufi, interrogato dai magistrati, ha detto di essere estraneo al fatto che i due presunti autori della sparatoria occupassero il casolare di sua proprietà.

Sul fronte delle indagini, tese a scovare il terzo latitante del gruppo, al momento non ci sono altre novità. Con le stesse tecniche e modalità con cui s’è arrivati ad arrestare i due più pericolosi del commando, viene ricercato anche Vincenzo Scardino, ritenuto il meno pericoloso del terzetto. Le forze dell’ordine sono collegate sulle possibili mosse che compie Scardino, fiduciosi che prima o poi commetterà un passo falso e finirà nella rete della giustizia come gli altri.

Il fascicolo giudiziario a carico dei 3 è molto pesante. Oltre alla sparatoria di Scoglitti, che ha provocato il ferimento di una donna alla gamba, sul gruppetto pende l’accusa di tentato omicidio ai danni di un poliziotto con il quale la notte di fuoco ha avuto una colluttazione fisica; nonché numerose rapine a mano armata, con spari alla Polizia e inseguimenti, compiute in banche e uffici postali della città di Vittoria e del comprensorio ipparino.