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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 503
VITTORIA - 27/11/2012
Cronache - Riuscito il delicato intervento chirurgico nel reparto di Ortopedia

La piccola Désirée è stata operata

La bambina non sa ancora di essere orfana dei genitori. Anche il conducente della Bmw Giorgio Cascino è stato operato alla tibia a Ragusa

La piccola Désirèe Scaccianoce, l’unica superstite della famiglia vittoriese distrutta dall’incidente stradale di giovedì sera sulla Vittoria-Scoglitti, ha subito un intervento chirurgico nel reparto di Ortopedia dell’ospedale «Guzzardi» di Vittoria per la frattura del bacino rimediata nel drammatico scontro frontale. Un intervento delicato che ha rimesso a posto un frammento spostato del bacino eseguito dall’équipe diretta dal professore Tullio Russo (i medici Sigona e Azzaro), coadiuvata dall’alta professionalità degli anestesisti Mario Latona (primario) e la dottoressa Jessica Maugeri. Lo stesso direttore dell’Ortopedia Tullio Russo comunica che la bimba ha risposto molto bene all’intervento, durato circa un’ora, tanto che, salvo complicazioni, delle quali in campo sanitario bisogna sempre tenere conto, domani la piccola potrebbe essere riaffidata all’affetto dei nonni paterni e materni e agli zii che la guardano praticamente a vista come un dono prezioso da allevare circondata d’affetto e d’amore simile a quello che gli avrebbero sicuramente dato mamma Elisa, papà Salvatore e il fratellino di 3 anni più grande, Joseph.

Sa la piccola Désirée che mamma, papà e il fratellino maggiore non ci sono più? No. E’ ancora scossa per il trauma psicologico che ha subito, venire a conoscenza di questa notizia in maniera altrettanto traumatica sarebbe un danno irreparabile. Non parla molto ma ricorda bene di essersi trovata a terra e soccorsa da qualcuno che l’ha portata in ospedale. Altro non può immaginare. E’ compito degli psicoterapeuti e dei familiari comunicare la triste realtà e sperare che piano piano e col tempo la ferita possa guarire.

Non starà psicologicamente meglio, anche se si è salvato, Giorgio Cascino, il conducente della Bmw X5, ancora ricoverato al «Civile» di Ragusa per la frattura della tibia. Anche per lui ci vorrà tempo e cure psicologiche particolari prima che possa riprendersi dal peso con cui dovrà convivere per il resto della vita. Quando è stato sbalzato fuori dalla macchina ancora lucido ha chiamato il suo amico Valerio Di Pietro che gli stava seduto accanto, ma Valerio non rispondeva perché era deceduto sul colpo. I due, dopo la seduta del consiglio di quartiere di Scoglitti, stavano andando a Vittoria per consumare un aperitivo. Una passeggiata per trovare anche altri amici che avevano in Giorgio Cascino un punto di riferimento maturo e sensibile. Ma il destino cinico e beffardo, come si dice di fronte a queste tragedie, era in agguato, li aspettava entrambi in quella semicurva maledetta di contrada Anguilla.


la ruota bucata?
28/11/2012 | 16.54.37
Giovanni Cappello

Caro Lorenzo,
innanzitutto lasciamo dire che condivido totalmente quanto scritto da Walter che ha espresso, in maniera più «larga», il mio pensiero precedente.
Venendo a quello che dici tu, che mi trova d’accordo, nutro la speranza che i periti chiamati a svelare la dinamica del disastro non si lascino tentare dalla storiella della gomma bucata. Lo sanno tutti che, a 60 km/h (la velocità massima di quella strada), un veicolo di quelle dimensioni nemmeno si accorge di avere bucato. I periti, quindi, dovranno spiegare: 1) come è stata disintegrata un’auto, e una famiglia; 2) come può finire ruote all’aria un bestione di quella stazza.
Sta tutto qui il nocciolo della questione, e non c’è autovelox che tenga; se ne potrà mettere anche uno ogni cento metri, ma fin quando ci sarà il «pazzo» a… ruota libera cambierà poco: una disgrazia di questo tipo, di solito, si compie in pochi secondi.
Il mio auspicio è quello che la giustizia degli uomini sia inflessibile. Per quello che, oramai, può valere; perché un’intera famiglia se n’è andata. Compresa la piccola Désirée (ha quasi l’età di mia figlia) che Dio solo sa come reagirà alla notizia e la cui vita (vita?), giocoforza, resterà per sempre segnata da questa orrenda disgrazia. È per lei, in questo momento, che provo un dolore incalcolabile.


per Giovanni Cappello
27/11/2012 | 20.49.58
Lorenzo

Caro Giovanni Cappello, hai perfettamente ragione, di maledetto quella specie di curva non ha nulla, puoi tranquillamente prenderla anche a 130 e la macchina nemmeno se ne accorge, perchè è un quasi rettilineo! E´ l´uomo che rende le cose maledette e nel caso del tizio in questione non è nuovo a queste cose anche se molto piu lievi rispetto a questo e in comitiva hanno un altro tizio che ne provocò 3 di morti tempo fa! Poi hanno la faccia di giustificarlo dicendo che ha forato una gomma!


Destino cinico e beffardo???
27/11/2012 | 17.56.16
Walter

La famiglia Schiaccianoce aveva un futuro,dei progetti per i propri figli,una vita da vivere e delle gioie da assaporare,lo stesso valeva per il giovane Valerio.
Già! Mi spiace,sono addolorato per quanto è accaduto ieri sera ma,per favore,non mi si parli di Destino o di tragica Fatalità. Il Destino e il Fato qui non centrano un c*****o. Destino o Fato nell´accezzione negativa della parola possono rivelarsi se cade un aereo e colpisce per caso un edificio o qualcuno o per altri episodi simili che precludano, superino e impediscano all´intervento umano di evitare che accada qualcosa di tragico. Quando, invece,è l´intervento umano che è causa ed effetto di una tragedia la parola è sicuramente un´altra. Sulla strada esistono solo ed esclusivamente responsabilità che non si possono celare dietro il Destino o il Fato. E lo dico con cognizione di causa. So che ci saranno levate di scudi per ciò che sto scrivendo ma se qualcuno dovesse riuscire a confutare la mia tesi sono pronto a rivedere ciò che anni di strada mi hanno insegnato. Guidare è un atto di responsabilità importante,verso se stessi e,soprattutto,verso gli altri e governare sulla strada due tonnellate di veicolo presuppone,oltre alla predetta responsabilità che deve essere anche maggiore, una perizia che non acquisisci dall´oggi al domani.Come sempre,il tempo farà diluire in noi l´episodio,lo sconforto e l´accaduto ma in ogni caso è stato tolto il tempo a quattro esseri umani di vivere e questo non è e non sarà accettabile.


Non è la strada l´assassina
27/11/2012 | 16.30.36
Giovanni Cappello

Caro Pippo,
perdonami, ma siamo alle solite... giornalistiche. La semicurva sarà pure, come dici tu, maledetta, ma a guidare non è la strada (assassina: altra chicca giornalistica di circostanza); è l´uomo.


fesserie
27/11/2012 | 14.41.50
Lorenzo

Finiamola di scirvere tanto per dire qualcosa, se era maturo e sensibile non sterminava una famiglia, non ammazzava il suo amico e soprattutto non andava a oltre 150 in una strada col limite di 60! Se questo è essere maturi e sensibili, io sono il papa!