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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 458
VITTORIA - 25/11/2012
Cronache - Migliaia di persone hanno partecipato al funerale della famiglia Scaccianoce

VIDEO - Lacrime per la famiglia distrutta

Dalla chiesa di Santa Rita a San Giovanni, un corteo lungo 300 metri guidato dalle maestre e dai compagnetti di classe di Joseph. Il sindaco Nicosia ai giovani in chiesa: «Rispettate il codice della strada, abbiate rispetto della vostra vita e di quella degli altri» Foto Corrierediragusa.it

«Siamo una famiglia felice», recita lo striscione che i compagnetti di scuola espongono all’inizio del corteo funebre. E saranno felici ancora Joseph, 8 anni, mamma Elisa e papà Salvatore, che hanno ricevuto l’ultimo abbraccio soffocante dalla città di Vittoria.



Migliaia i vittoriesi che di buon mattino hanno visitato la camera ardente che ha ospitato la famiglia Scaccianoce-Sampietro allestita nella suggestiva chiesetta di Santa Rita, il cuore antico della città. Un incontenibile pellegrinaggio iniziato di buon mattino e terminato alle 12,20, quando le tre bare si sono mosse dalla chiesetta per incamminarsi verso la basilica di San Giovanni. Un corteo lungo tutto il tragitto che separa le due chiese, più o meno 300 metri. Sembrava la folla che la prima domenica di luglio di solito rende onore al Patrono San Giovanni, invece era il funerale di un’intera famiglia scomparsa tragicamente in un incidente stradale.

All’inizio del corteo funebre c’erano tutti i compagnetti di Joseph (la 3B della scuola elementare del Santissimo Rosario), vestiti con grembiulini blu e guidati dalle maestre. Tengono in mano 19 palloncini bianchi che faranno volare in cielo all’uscita dalla chiesa a conclusione del rito funebre. Poi la bara bianca del piccolo Joseph coperta di un manto rosso, la divisa di soldato che ieri avrebbe dovuto indossare per l’ora di catechismo. Poi la bara di mamma Elisa, infine quella di papà Salvatore. E dietro i nonni, i fratelli e i parenti più stretti delle due famiglie che ora dovranno prendersi cura della piccola Désirée, ancora in ospedale, ancora ignara della tragedia che l’ha vista miracolata ma orfana dell’intera famiglia. Poi il sindaco Giuseppe Nicosia, il vice Filippo Cavallo, l’assessore Piero Gurreri, il presidente del Consiglio Salvatore Di Falco, il comandante della Polizia municipale Cosimo Costa e un corteo di gente con volti rigati di lacrime. E’ un giorno di lutto cittadino per Vittoria e le autorità sono in prima linea. Purtroppo non è il primo di questi lutti, perché le tragedie della strada non ti danno il tempo di dimenticare per si ripresentatno più strazianti di prima, ma si spera sempre che sia l’ultimo. Fra i presenti, anche genitori di altri giovani vittoriesi morti nelle stesse tragiche situazioni.

Il rito funebre è stato officiato dall’arciprete Vittorio Pirillo, a cui si è giunto, a fine celebrazione, anche il pastore evangelico Giovanni Di Francia che il giorno prima a Scoglitti aveva celebrato il funerale dell’altra giovane vittima, Valerio Di Pietro. Pianto a dirotto quando le maestre e una compagnetta di Joseph hanno ricordato il carattere del bambino. «Vivace, allegro, scherzoso- ha detto una piccola compagnetta- durante la lezione in classe mentre la maestra ci richiamava a stare attenti e a non distrarci. Amava la Ferrari e da grande gli sarebbe piaciuto guidarla». I sogni dei bimbi che fanno crescere in fretta, che qualche volta s’avverano e tant’altre restano nel cassetto! Il giorno del funerale nella sua parrocchia avrebbe dovuto recitare la parte del soldato.

Il sindaco Nicosia si è rivolto direttamente al cuore dei presenti. Con parole semplici ma ferme per dire di «un dolore che percepisce tutta la città. Mai parola di conforto potrà essere sufficiente per lenire il dolore di queste due famiglie che ora dovranno accudire alla piccola Désirèe rimasta orfana». E dopo aver toccato il cuore dei presenti, Nicosia ha puntato alla testa dei giovani. «Mi rivolgo a tutti i ragazzi che si mettono alla guida di un’auto. Il rispetto del codice della strada è fondamentale. Sarà pure odioso ma va accettato, perché ci permette di limitare i danni. In Italia ogni anno ci sono 5 mila morti per incidenti stradali. Chi si mette al volante pensi che deve rispettare la propria vita e quella degli altri».

Sotto, le altre foto dei funerali. Cliccate per ingrandire