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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1329
VITTORIA - 19/11/2012
Cronache - I particolari della squallida storia raccontati dalla Polizia in conferenza stampa

Abusi su bimba, "orco" in ospedale psichiatrico

La bambina ha confidato il suo dramma alla badante della nonna inferma e poi al sostituto procuratore Claudia Maone. L’uomo nel 1990 protagonista di un altro episodio di violenza ai danni di una ragazzina di 10 anni. Non venne ritenuto soggetto pericoloso Foto Corrierediragusa.it

La bambina avrà bisogno di tempo prima di dimenticare la squallida storia che l’ha visto, all’innocente età di 5 anni, protagonista di una inqualificabile violenza sessuale. Il presunto «orco», anche in questo caso, è lo zio, G.C., un 45enne con evidenti disturbi di instabilità mentale, che frequenta abitualmente la casa della sorella, già rinchiuso nell’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. Probabilmente egli non s’è reso conto e mai se ne renderà del misfatto che ha compiuto in famiglia.

Così come difficilmente capiranno i genitori della piccola, figlia unica, entrambi con qualche insufficienza psicofisica. Scavando nella fedina penale dell’uomo, gli investigatori del Commissariato di Vittoria, coordinati dal vice questore aggiunto Rosario Amarù (foto), hanno trovato un fascicolo aperto nel 1990. Il bruto aveva anche da giovane la tendenza alla devianza mentale volta a stuprare bambine. Vittima di quell’episodio, una ragazzina di 10 anni. Durante il processo l’uomo è stato ritenuto soggetto non pericoloso. Salvo altri casi mai venuti alla luce da allora, l’uomo ci ha riprovato nel mese di ottobre del 2012.

Tutto è cominciato nella prima quindicina di ottobre, quando l’uomo un giorno s’è recato a casa della sorella e del cognato, anche loro soggetti con disturbi mentali non indifferenti. Con una scusa qualsiasi lo zio riesce a portare la bimba sulla terrazza: lì sarebbe avvenuta la violenza. Per la bimba è uno choc improvviso e un cambio di umore repentino che si manifesta all’asilo. La piccola da estroversa, amante del gioco con le compagnette, socievole, vispa e intelligente (rivelano gli inquirenti nei dettagli forniti in conferenza stampa) diventa seria, muta, chiusa nel suo dramma che non sa spiegarsi e che non riesce a confessare a nessuno. A nessuno tranne che alla badante straniera della nonna inferma ma lucida di testa, che spesso va a trovare.

La romena ascolta la confessione e la racconta alla nonna; l’anziana donna chiama i figli e riferisce quanto ha saputo dalla sua colf. Per fortuna un altro zio si rende conto di quello che è accaduto, e allora si corre in ospedale, ma le visite diagnostiche escludono segni di violenza sul corpicino della piccola.
Il 25 ottobre la Polizia di Vittoria viene a conoscenza del presunto caso di violenza sessuale e inizia le indagini. Attente e meticolose, perché il reato è particolarmente delicato. La piccola viene messa a suo agio e ascoltata con costanza e tatto. Si cercano dettagli, e lei racconta tutto nei minimi particolari alla psicoterapeuta e al sostituto procuratore Claudia Maone che si convince, dopo quasi un mese di raccolta di prove ed elementi certi, che in quella terrazza la violenza sessuale c’è stata. Prove che convincono il sostituto procuratore a chiedere al gip Claudio Maggioni un’ordinanza applicativa di misura di sicurezza provvisoria. L’uomo non entra in carcere, ma viene trasferito all’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto perché si accertino le sue reali condizioni di salute mentale.