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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1019
VITTORIA - 11/10/2012
Cronache - I dati forniti dai tecnici del Laboratorio sanità pubblica dell’Asp

I 60 chili di marijuana sequestrati avrebbero fruttato 254mila euro

La Polizia ritorna sul sequestro di marijuana di contrada Fondo Abate rivelando i dati del business malavitoso stroncato con l’arresto di 5 persone Foto Corrierediragusa.it

I 60 chilogrammi di marijuana sequestrati dalla Polizia il 24 settembre scorso nel corso dell’operazione condotta in contrada Fondo Abate, ai confini fra Acate e Niscemi, avrebbero fruttato ben 50.880 dosi da fumare. Anche i cittadini che non hanno più l’età da sballo avrebbero potuto «tirare» una boccata di fumo, se è vero che con mezzo di grammo- detto dagli esperti- ci si può fare una canna.

Dati a dir poco «stupefacenti», forniti direttamente dal Commissariato di Vittoria per il tramite del Laboratorio di Sanità pubblica dell’Asp 7 di Ragusa. I tecnici dell’Asp, concluse le analisi, hanno stabilito che la marijuana accartocciata nello spinello avrebbe dato piacere a una città di provincia di media dimensione. Cifre esorbitanti che, monetizzate facendo il calcolo matematico di 5 euro per ogni dose, avrebbero fruttato alla filiera produttiva, meglio esprimersi con terminologia agricola, ben 254 mila euro. Alla faccia del dumping, dell’accordo Euro-Marocchino e di tutte le calamità naturali che hanno messo in ginocchio il comparto serricolo! Ecco quanto rende il rischio di impiantare serre a produzione di droga.

Per la cronaca, doveroso ricordare i dettagli di quella che viene considerata come la più grossa delle operazioni antidroga nel territorio ipparino, portata a conclusione dalla Polizia di Vittoria e Niscemi.

In quella circostanza vennero arrestate 4 persone. I coniugi Antonio Paravizzini e Carmela Occhipinti, Giovanni Ficicchia e i fratelli Francesco e Benedetto Torres. Il leader del quartetto apparve subito Antonio Paravizzini, già noto per vari e gravi reati negli archivi della Questura e della Caserma dei Carabinieri. L’uomo aveva il compito di mandare avanti l’azienda agricola, ovvero la coltivazione di marijuana nascosta fra le piantine di primizie orticole. Dal 24 settembre a oggi gli avvocati degli imputati hanno dimostrato che la posizione della moglie di Carmela Occhipinti e dei fratelli Torres è meno pesante di quanto sembrasse, tant’è che i tre sono stati scarcerati mantenendo però l’obbligo di dimora. Antonio Paravizzini, 40 anni, Giovanni Ficicchia, 42 anni, invece, sono detenuti nel carcere di Ragusa.