Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1111
VITTORIA - 24/09/2012
Cronache - Operazione congiunta della Polizia di Vittoria e Niscemi

Blitz nelle serre: 5 arresti e 60 kg di droga sequestrata

Quattro uomini e una donna in manette. La donna è finita agli arresti domiciliari. La marijuana avrebbe fruttato 250 mila eruro Foto Corrierediragusa.it

Marijuana a volontà: ancora in fase di maturazione ed altra già essiccata e pronta per essere lavorata. Bilancia di precisione e sacchi di cellophane per il confezionamento. E infine soldi, 1.400 euro nella disponibilità di Giovanni Ficicchia, 42 anni; e 500 di Antonio Paravizzini, 40 anni. La droga rinvenuta in contra Fondo Abate, la solita zona rigogliosa dove ogni tanto si spara e spesso si coltiva marijuana mimetizzata fra pomodori, peperoni, zucchine e fagiolino, rappresenta l’ultimo successo della Polizia di Vittoria e Niscemi nella lotta agli stupefacenti. E’ stato interrotto un canale virtuoso che approgionava le due province limitrofe.

La più redditizia delle coltivazioni serricole è l’erba. Gli inquirenti hanno stimato in 250 mila euro il valore di 60 chili di marijuana, grammo più, grammo meno, una volta finita nei polmoni di tossicodipendenti del ragusano e del niscemese. Cinque persone, praticamente i coltivatori di due «aziende» confinanti, sono stati arrestati. I coniugi Antonio Paravizzini e la moglie Carmela Occhipinti, 28 anni (la donna ammessa agli arresti domiciliari), Benedetto e Francesco Torres, 18 anni il primo e 22 il secondo. Tutti vittoriesi.

Il Commissariato di Vittoria è diventato troppo piccolo per contenere la gran mole di lavoro di questi ultimi giorni. In una stanza c’è il sostituto procuratore Claudia Maone impegnato a interrogare persone in merito all’omicidio di Ivano Inglese; in un’altra c’è ammassata la droga sequestrata, dove l’aria che si respira è davvero stupefacente. E stanzette piene di poliziotti di Vittoria e Niscemi che interrogano le persone arrestate e altre come soggetti informati dei fatti.

La zona dove è stata rinvenuta la droga non è distante da quella dove prima dell’estate la Guardia di finanza ha operato un altro sequestro all’interno di una coltivazione in quantità industriale. Tra i filari delle serre scoperte c’è marijuana di tutte le dimensioni: Già secca e altra ancora in maturazione. Nel video si vedono poliziotti come «braccianti agricoli» intenti al lavoro: hanno estirpato le piante che sono state condotte in Commissariato prima della distruzione.

All’operazione gli inquirenti ci lavoravano da due mesi. A mettere gli investigatori sulle tracce della piantagione di droga, i movimenti sospetti di Antonio Paravizzini, già arrestato in passato nell’operazione «Piazza pulita» per associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla droga. Due mesi di pedinamenti e appostamenti a distanza in una zona difficile da tenere d’occhio per le tante serre esistenti. Ieri mattina, calcolato il momento migliore, ecco il blitz. Nell’azienda di Paravizzini e della moglie sono stati trovati dentro un casolare 15 sacchi di plastica pari a 10 chili. Dentro la serra altri 15 chili.

Nel corso della perquisizione inoltre, uno degli arrestati, Francesco Torres, ha tentato di fuggire a bordo della propria autovettura, ma è stato prontamente bloccato. All’interno del cofano c’erano tre sacchi di plastica per un peso complessivo di 30 chili di sostanza stupefacente sempre del tipo marijuana. Gli ultimi 5 chili la Polizia li ha trovati nell’azienda di Giovanni Ficicchia, ben nascosti in un casolare. Con l’arresto di quest’ultimo ed il sequestro della marijuana- affermano gli inquirenti- si è chiuso il cerchio attorno ad uno dei principali canali di approvvigionamento di stupefacenti a Niscemi. Le indagini continuano per accertare eventuali altri complici e il mercato a cui era destinata tutta la droga ritrovata.

Nella foto sopra, i poliziotti dentro la serra di marijuana. Nel riquadro da sx Carmela Occhipinti, Giovanni Ficicchia, Benedetto e Francesco Torres e Antonio Paravizzini


Non curiamo solo i sintomi
25/09/2012 | 10.26.41
Chirone

Un plauso all´operazione di polizia che si spera abbia causato un bello stop al traffico locale di stupefacenti.
Solo un pensiero di senso comune: se esiste un´offerta (ingente) allora deve esistere anche una domanda.
La complessità di un problema non può farci rinunciare a curare anche le sue cause, delegando il trattamento dei sintomi alle sia pur ottime forze dell´ordine.
Occorrerebbe una cultura diversa? Cultura può essere solo una parola, quello che conta sono i fatti.
Ognuno di noi sia responsabile senza deleghe, nel quotidiano, del cambiamento. Senso civile significa consapevolezza che il proprio comportamento, amplificato, si rispecchia in quello della società che ci circonda.
Con lo stesso senso di responsabilità occorre pretendere anche dall´alto fatti che non siano solo specchietti per le allodole, ma reali tentativi di affrontare una questione a viso aperto.