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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1564
VITTORIA - 23/09/2012
Cronache - Eseguita l’autopsia sul corpo della vittima, almeno 6 i colpi all’addome

Omicidio Inglese, interrogate 20 persone

Sentiti familiari, amici e parenti stretti. Il vice questore Amarù: «Non siamo al buio, ma il cerchio non è chiuso»
Foto CorrierediRagusa.it

Sono più di venti le persone che tra venerdì e sabato sono stati interrogati al Commissariato di Vittoria dagli inquirenti di Polizia e Squadra mobile in merito all’omicidio di Ivano Inglese, freddato a pistolettate calibro 7,65 nella prima serata di giovedì in contrada Pozzo Ribaudo a Vittoria, sulla statale 115, in mezzo a impianti serricoli che si perdono a vista d’occhio.

Sentiti, in particolare, familiari, amici e parenti stretti della vittima. Vittoriesi e anche romeni, ai quali Inglese aveva venduto una vettura prima di comprare la Golf trovata sul ciglio della strada con gli sportelli aperti. Riscontri sui tabulati telefonici, per sapere chi è stata l’ultima persona con cui Inglese ha parlato prima di non rispondere più al telefono al padre e alla fidanzata che come tutte le se lo attendevano a casa. La morte del giovane che di mattina faceva il postino a part time e di pomeriggio collaborava nella gestione del rifornimento Lukoil sito sulla 115, risalirebbe alla prima serata di giovedì. Alle 19,30 ha smesso di lavorare, dopodiché s’è recato in contrada Pozzo Ribaudo, luogo frequentato da braccianti agricoli, vittoriesi e stranieri. Per un po’ di tempo il suo telefono squilla a vuoto, poi risulta spento. Alle 23,20 il padre di Ivano, preoccupato per l’eccessivo ritardo del figlio, ha cominciato le ricerche telefonando al 113. Cinque minuti dopo al posto di guardia è giunta la segnalazione di una Golf sospetta ferma da molto tempo in mezzo alle serre. A mezzanotte circa la scoperta del cadavere.

Gli investigatori battono il ferro mentre è caldo, privilegiando la pista strettamente privata della vittima: affari o questioni passionali? Elementi di rilievo utili alle indagini sono arrivate dall’esame autoptico svolto dal medico legale Francesco Coco. Secondo indiscrezioni trapelate e non smentite, Ivano Inglese avrebbe ricevuto dai 6 agli 8 colpi tutti all’addome, mentre i fori in entrata e in uscita sarebbero almeno 14. E se il giovane postino ha resistito molto dopo il primo colpo, riuscendo a fuggire per diverse centinaia di metri e addirittura a scavalcare una rete metallica recinzione, è perché i proiettili di piccolo calibro non hanno raggiunto organi letali subito. Solo pochi colpi hanno fiaccato la resistenza della vittima, che si è accasciata al suolo quando non ce l’ha fatta a rialzarsi a seguito della frattura alla caviglia.

Massimo riserbo, naturalmente, da parte del commissario Rosario Amarù (foto) e dal capo della Mobile Francesco Marino, perché fino a quando il cerchio non è chiuso nessuno è autorizzato a dare notizie senza l’assenso del sostituto procuratore della Repubblica Claudia Maone, che dalla Procura segue le indagini in stretta collaborazione con il commissariato di Vittoria e Squadra mobile di Ragusa. Il silenzio degli inquirenti non significa che si brancola nel buio. Di luci sull’episodio ce ne sono molte, ma per ora non possono essere accese. «Quando c’è qualcosa di concreto- dice il vice questore Rosario Amarù- sarete immediatamente informati. Per ora nulla si può dire, anche perché non ci sono elementi certi. Agli indizi devono seguire le prove». Quindi, molte persone interrogate, qualcuno tenuto sotto osservazione a distanza, perché prima o poi il passo falso sarà compiuto, e quello sarà l’attimo che consentirà agli inquirenti di chiudere il cerchio.