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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1261
VITTORIA - 21/09/2012
Cronache - La spietata esecuzione di contrada Pozzo Ribaudo a Vittoria

Omicidio postino: esclusa matrice criminale, si scava nella vita privata

Circa 10 i fori provocati dai proiettili contati sul corpo dello sventurato giovane, inseguito dal killer per diverse centinaia di metri. La vittima dopo avere scavalcato un cancello è caduto fratturandosi la caviglia
Foto CorrierediRagusa.it

La dinamica dell’esecuzione che ha posto fine alla vita di Ivano Inglese (nella foto sul luogo dove è stato trovato morto), un vittoriese di 32 anni del tutto sconosciuto negli archivi giudiziari, sembrerebbe di chiaro stampo criminale, ma di criminale e di mafioso non ha niente. Il giovane postino avrebbe pestato i piedi a una persona sbagliata, per affari o forse per vicende passionali. A queste ipotesi lavorano gli inquirenti di via Emanuela Loi.

All´ufficio postale aveva preso il posto del padre con assunzione part time
Il giovane vittoriese, entrato alle poste con contratto part time grazie al pensionamento anticipato del padre, e collaboratore nella gestione del rifornimento di carburante Lukoil sito sulla Vittoria-Gela, non molto distante dal luogo dell’assassinio, è stato trovato a terra privo di vita, sul ciglio della strada in contrada Pozzo Ribaudo, crivellato di colpi di pistola calibro 7,65, accanto all’inferriata che delimita una serra che il giovane, ancora vivo, aveva appena scavalcato inseguito dal sicario. Nella caduta s’è fratturato la caviglia ed è rimasto immobile fino all’ultimo respiro. Circa 10 i fori in entrata e in uscita sulla cassa toracica contati dal medico legale Salvatore Spagni, dal magistrato di turno Claudia Maone e dagli inquirenti del Commissariato di Vittoria, guidati dal vice questore Rosario Amarù.

La frattura della caviglia prima di morire
L’omicidio assume subito le caratteristiche del «giallo». Per vari motivi. Scartata la pista mafiosa, data l’immacolata fedina penale del giovane; evitata l’ipotesi della rapina, per il fatto che nelle tasche della vittima gli inquirenti hanno contato 400 euro, forse l’incasso fatto nel pomeriggio al rifornimento di carburanti, resta solo da scavare nella vita strettamente personale di Ivano Inglese. Secondo le prime indiscrezioni, la morte dovrebbe risalire alla prima serata di giovedì. Vittima e killer si sarebbero incontrati in contrada Pozzo Ribaudo. Inglese ha lasciato la Wolkswagen Golf sul ciglio della strada, è entrato in colluttazione con qualcuno, è stato attinto dai primi colpi di pistola ed ha tentato di fuggire a piedi. Inseguito a pistolettate per centinaia di metri dal sicario che sparava da tergo. Ivano ha cercato riparo verso un cancello che dà nell’azienda serricola, ma è tornato indietro, ha scavalcato una recinzione di circa 2 metri e nella caduta s’è fratturato la caviglia. Gli investigatori hanno rinvenuto accanto alla macchina gli occhiali della vittima, 4 bossoli e le prime tracce di sangue.

Il titolare dell’azienda serricola ha sparato in aria a scopo intimidatorio
Quante ore sono passate dall’omicidio fino alle 23,20, quando il proprietario dell’azienda agricola ha deciso di telefonare alla polizia, allarmato dalla presenza della Golf in sosta nei pressi della sua azienda agricola già oggetto di furti in passato? Il serricoltore, a scopo intimidatorio, ha pure sparato in aria colpi di pistola di calibro diverso da quello utilizzato per l’omicidio. Alle 23,25 la telefonata ricevuta dal piantone del Commissariato s’è incrociata subito con la denuncia che il padre di Ivano Inglese, preoccupato del fatto che il figlio non rispondeva al telefono dalle 19,30, ha sporto presso gli uffici di via Loi. Poco più tardi il delitto è stato scoperto dai poliziotti e dal genitore di Ivano Inglese. E sono state scene di dolore straziante.

Gli inquirenti passano ai raggi X la vita privata del giovane
Fin qui la cronaca dell’omicidio. Adesso bisogna affidarsi al lavoro degli investigatori. Che pare abbiano già qualche pista concreta da percorrere, che per ovvi motivi tengono avvolta nel massimo riserbo. Nella mattinata di ieri negli uffici del Commissariato c’è stato un via vai di persone. Gente che gli inquirenti hanno chiamato allo scopo di allargare il raggio delle indagini. Che partono dalle ultime telefonate fatte da Ivano Inglese, dall’ultima persona vista, dalle frequentazioni recenti e abituali, dai rapporti avuti con amici e conoscenti. Insomma, scartate per ovvi motivi la matrice mafiosa e criminale, si scava nella sfera personale del ragazzo ammazzato a pistolettate: sgarbo, vendetta, offesa recata a qualcuno che ha punito con la morte l’onta con l’omicidio? Gli sportelli della Golf erano entrambi aperti. Vittima e assassino si conoscevano. Perché un ragazzo per bene si trova di sera tardi in una zona dove ai tempi dei clan Carbonaro-Dominante e dei Gallo gli omicidi erano solo di stampo mafioso? Se il movente sarà chiaro entro le prime 48 ore dall’omicidio, non dovrebbe passare molto tempo per avere l’identikit di killer e mandante, ammesso che siano due persone diverse.