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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 784
VITTORIA - 28/08/2012
Cronache - Sfiorata la tragedia familiare, interviene la Polizia

Tentata strage in famiglia, un uomo si barrica in casa

La brutta vicenda ha coinvolto l’intero nucleo familiare

Sfiorata la tragedia familiare a Vittoria. La brutta vicenda ha coinvolto l’intero nucleo familiare e alla fine sono dovuti intervenire i poliziotti, per l’ennesima volta, per impedire che si consumasse una strage. Un uomo di circa 40 anni, psicologicamente instabile, ha chiuso a chiave la moglie in casa, ha aperto i rubinetti dei fornelli della cucina a gas per provocare un’esplosione. Prima di compiere l’insano gesto, il marito aveva sottratto il telefono cellulare alla moglie per impedirle di chiedere aiuto. Prima dell’intervento degli agenti, c’è stata una colluttazione fra i coniugi: la donna, infatti, nel tentativo di aprire la porta e fuggire è stata minacciata con un coltello.

A sentire il resoconto della Polizia, non è la prima volta che il marito cerca di fare male alla congiunta. In un’altra occasione aveva afferrato con le mani il collo della moglie, stringendo sempre di più la morsa per provocarne il soffocamento. In quella circostanza gli agenti erano stati allertati dai vicini di casa che avevano notato che qualcosa non andava. All’arrivo dei poliziotti l’uomo aveva deciso di aprire la porta di casa, ma egli stesso si era barricato in bagno e per più di un’ora aveva minacciato di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di sei metri, non riuscendo nell’intento per la rapidità con la quale gli agenti erano riusciti a bloccare l’apertura delle ante della finestra, sbarrandola con un’asse di legno dopo che si erano arrampicati rocambolescamente all’esterno dell’abitazione.

Dopo laboriose indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa Marco Rota, il gip ha emesso l’ordinanza applicativa di misura di sicurezza provvisoria dell’ospedale psichiatrico giudiziario. L’attività informativa dai congiunti dell’uomo e presso le strutture sanitarie di alcune province hanno delineato un profilo di pericolosità sociale del soggetto al quale si è dovuto rimediare con l’applicazione della misura.