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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 501
VITTORIA - 24/07/2012
Cronache - Il filmato visionato dagli inquirenti ha consentito di accertare altre responsabilità

Delitto Nigito, arrestati Giovanni Interlici e Giliberto

Giovanni Interlici e Rico Giliberto, avrebbero fornito la seconda pistola a Massimo Interlici per sparare ai fratelli Gianluca e Giuseppe Nigito, rimasti feriti lievemente
Foto CorrierediRagusa.it

Sviluppi clamorosi sull’omicidio Nigito. La visione dei filmati esaminati da Procura della Repubblica, Polizia e Carabinieri avvenuta subito dopo la sparatoria di via Adua, ha fatto emergere altre gravi responsabilità nei confronti di altri responsabili che hanno avuto un ruolo di primo piano nell’azione del delitto. Sono finiti in carcere, per concorso in omicidio, Giovanni Interlici, 20 anni, nipote di Massimo, l’autore della sparatoria che si è costituito il 19 luglio, e Rico Francesco Giliberto, 42 anni (da sx nella foto).

Questi soggetti, secondo la ricostruzione della dinamica di quel mezzogiorno di fuoco, hanno fatto il «rifornimento» della seconda arma durante la sparatoria. Massimo Interlici dopo ave finito il primo caricatore contro Francesco Nigito, lasciandolo in fin di vita a terra, ha utilizzato la seconda pistola contro gli altri fratelli Giuseppe e Gianluca, feriti lievemente alla caviglia e all’avambraccio, che sono riusciti a mettersi in salvo. I due arrestati sono già stati condotti in carcere a disposizione del sostituto procuratore Federica Messina, titolare delle indagini. Gli altri soggetti che erano stati arrestati per favoreggiamento qualche ora dopo la sparatoria, sono stati invece tutti rilasciati.

Certo anche il movente del delitto: la gestione delle macchinette del caffè e dei video-poker, attività che teneva impegnati sia i fratelli Nigito che Massimo Interlici e altri soci. Alla base del diverbio, uno sgarro, o forse uno sconfinamento nella zona di consegne fra concorrenti. Da tempo c’erano alterchi fra Nigito e Interlici. La mattina del 18 luglio quello definitivo. Quando sembrava che tutto si fosse appianato, grazie anche alla mediazione di altri personaggi vicini alle due parti, la lite è sfociata nel sangue. Secondo indiscrezioni, i Nigito sarebbero andati a cercare Interlici a casa senza trovarlo. I 4 si sono rivisti nei pressi del negozio di video-poker di via Adua gestito da Interlici, quasi all’angolo fra via La Marmora. Lì è nata la discussione che ha scatenato la sparatoria. I fratelli Nigito sono disarmati. Francesco sta per avvicinarsi con fare minaccioso verso Interlici, il quale estrae la pistola e spara all’addome da distanza ravvicinata. Francesco Nigito cade a terra e non si rialza più.

Qui entrerebbero in azione Giovanni Interlici e Rico Giliberto, pronti a consegnare un’altra pistola a Massimo Interlici, che utilizza subito sparando all’indirizzo degli altri due fratelli Nigito. Il resto è storia che riguarda le indagini. Polizia e Carabinieri stringono il cerchio attorno a Massimo Interlici, che nella serata non si fa trovare a casa. L’uomo decide solo il giorno dopo di costituirsi direttamente negli uffici della Questura. Il resto, più che le testimonianze di gente poco propensa a parlare, l’ha fatto il filmato delle registrazione delle telecamere installate in via Adua: e sono tante. Praticamente si vedrebbe tutto, anche gli elementi per convincere la Procura a ordinare l’arresto di Giovanni Interlici e Rico Francesco Giliberto. Entrambi volti noti alla giustizia. Giovanni Giliberto a fine agosto del 2010 si rese protagonista di una strana rapina alla gioielleria «Oro Inn» in via Cavour, stroncata anche dal presidente dell’Ascom Antonio Prelati che vide la scena ed entro in colluttazione con Nigito, poi arrestato e scarcerato qualche giorno dopo. Adesso l’accusa è molto pesante: concorso in omicidio.