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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 553
VITTORIA - 20/07/2012
Cronache - La Magistratura non ha ancora restituito la salma ai familiari

Omicidio Nigito, caso chiuso con arresto Massimo Interlici

Gli inquirenti impegnati nella ricerca di altri dettagli. Il prefetto Giovanna Cagliostro esprime apprezzamento per la sinergia e la tempestività delle indagini di Polizia e Carabinieri
Foto CorrierediRagusa.it

Dell’omicidio di Francesco Nigito e del ferimento dei suoi due fratelli Gianluca e Giuseppe non c’è più niente da svelare. L’assassino ha un volto e un nome, Massimo Interlici (foto), 36 anni, gestore e distributore delle macchinette di videogiochi nei locali pubblici della città; il movente della sparatoria finita in un bagno di sangue è altrettanto noto: la distribuzione delle macchinette in un mercato tanto vasto quanto esplosivo e conteso sia Massimo Interlici sia dai Nigito. Secondo indiscrezioni, la scintilla che avrebbe scatenato il far west all’ora di pranzo in una via centrale (siamo a due passi da porta Garibaldi ingresso Emaia), sarebbe stata la consegna di un paio di videogiochi da parte di Interlici durante un periodo di assenza dei Nigito. Questo l’oggetto della discussione sfociata nel delitto.

La mafia, fenomeno sociale ottimo in ogni occasione per dare visibilità a qualcuno e per divulgare insulse, avventate e imprudenti giaculatorie dei soliti soggetti politici di piccola, media e grande caratura, per fortuna stavolta non c’entra. Massimo Interlici si è costituito in Questura alle 15,30 di giovedì, dopo aver valutato la portata dell’evento e i rischi che correva standosene nascosto da qualche parte.

Il corpo di Francesco Nigito si trova ancora all’obitorio del cimitero di Vittoria in attesa che la magistratura decida se disporre ulteriori ispezioni cadaveriche oppure riconsegnarlo ai familiari per le esequie funebri. Gianluca e Giuseppe Nigito, sono in carcere insieme ad altre 4 persone che, trovandosi all’angolo di via La Marmora e via Adua, spettatori e testimoni in qualche modo interessati all’alterco trasformatosi in sparatoria western, avrebbero fornito agli inquirenti versioni tali da depistare le indagini rendendosi correi di favoreggiamento. Giambattista Ventura, Rosario Greco, Enzo e Francesco Giliberto, sono stati arrestati giovedì pomeriggio insieme ai Nigito rimasti feriti.

Chiara anche la dinamica della sparatoria che ha avuto un raggio d’azione di diverse centinaia di metri. Massimo Interlici, resosi conto di una possibile aggressione fisica da parte di Francesco Nigito è entrato in possesso delle armi che teneva nascoste ed ha cominciato a sparare contro l’avversario che gli era vicino colpendolo più volte all´addome e dopo inseguendolo e centrandolo al gluteo. Francesco Nigito si è poi accasciato al suolo nei pressi del negozio di parrucchiera. Dopo avere esaurito il primo caricatore, Interlici ha cominciato a sparare sugli altri due fratelli, colpendoli in maniera non grave all’avambraccio e alla caviglia. Qundi la fuga e la latitanza per 24 ore fino alla resa di giovedì pomeriggio direttamente nell’ufficio del capo della Squadra mobile Francesco Marino.

A sparare, dunque, è stato solo Interlici, l’unico a essere armato. A far sorgere il dubbio iniziale che anche i Nigito avessero premuto il grilletto, la differenza di calibro dei proiettili: 7,65 e 9 per 21. Se anche i 3 fratelli Nigito avessero avuto in mano un’arma, il 18 luglio del 2012 sarebbe stato di sicuro un giorno di mattanza da ricordare come ancora si ricorda ancora il 2 gennaio del 1999.

Significative e gratificanti per le forze dell’ordine, le parole espresse dal prefetto di Ragusa Giovanna Cagliostro: «Un particolare apprezzamento viene manifestato a tutto il personale nella circostanza intervenuto che ha consentito di evitare conseguenze ben più gravi considerato che l’agguato è avvenuto in pieno giorno in una zona densamente abitata ed un plauso al questore Giuseppe Gammino e al comandate provinciale dell’Arma tenente colonnello Salvatore Gagliano i quali sin da subito, grazie ad una perfetta sinergia operativa e ad un proficuo raccordo operativo, hanno avviato un’articolata attività investigativa che ha condotto all’arresto di sei persone ritenute responsabili di favoreggiamento e alla individuazione dell’autore, resosi inizialmente irreperibile».

L´ARRESTO DELL´ASSASSINO DI NIGITO

E’ stato arrestato il presunto autore dell’assassinio di Francesco Nigito e del ferimento dei fratelli Gianluca e Giuseppe, a seguito della sparatoria avvenuta alle 13,30 di mercoledì in via Adua angolo via La Marmora. Gli inquirenti hanno le bocche cucite, ma è probabile che sia stato lo stesso autore del delitto a presentarsi in Commissariato per mettersi a disposizione della Magistratura. In ogni caso, oggi Massimo Interlici è stato visto davanti l´ingresso degli uffici della Questura a Ragusa.

Maggiori particolari saranno forniti da Polizia e Carabinieri forse domani in conferenza stampa, ma è già chiaro anche il movente della sparatoria culminata con la morte di Nigito. La gestione dei videogiochi in città: sia i Nigito che Interlici, infatti, hanno interessi nella distribuzione dei videogiochi distribuiti nei vari locali. Fra loro è nato un problema di concorrenza che è stato regolarizzato col piombo.

Il lungo lavoro degli inquirenti ha portato all’arresto di altre 6 persone. I due fratelli Nigito, Gianluca e Giuseppe, entrambi feriti lievemente alla caviglia e alla gamba, giudicati guaribili in 10 giorni, entrambi commercianti nel settore del noleggio delle macchinette del caffè. La vera sorpresa consiste nell’arresto di altre 4 persone, tutte note per gravi reati commessi in passato, in questo momento a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Federica Messina. Si tratta di Giambattista Ventura, 54 anni, Rosario Greco, 30 anni, imprenditore, incensurato, Enzo e Francesco Giliberto, 54 anni e 30 anni, operatori ecologici, entrambi con precedenti penali. L’accusa, per loro, è quella di favoreggiamento.

Tutti erano presenti all’atto della sparatoria e pertanto sono ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento personale per avere a vario titolo eluso le indagini fornendo versioni distorte, incomplete e in palese contrasto con quanto effettivamente ricostruito nell’immediatezza dell’evento dalla Polizia giudiziaria che svolgeva le indagini.

LA MORTE DI FRANCESCO NIGITO
Dopo dopo 8 ore di agonia, è morto alle 21,45 Francesco Nigito (foto), vittima della sparatoria di via Adua che nel pomeriggio ha terrorizzato la città di Vittoria. L’uomo, 47 anni, il più grande di altri 4 fratelli e 3 sorelle, non ha resistito ai colpi micidiali che i killer gli hanno scaricato a bruciapelo all’addome. Nonostante la trasfusione di 10 sacche di sangue e l’asportazione di una parte dell’intestino dopo diverse ore di intervento chirurgico effettuato dai medici La Terra e Trubia, il cuore di Francesco Nigito ha cessato di battere prima delle 22. Gli altri due fratelli, Gianluca e Giuseppe, 41 anni e 43, sono stati subito dimessi dall’ospedale perché le ferite sono state leggere.

Una discussione animata, la lite, la sparatoria, un morto e due feriti non gravi ieri poco dopo mezzogiorno a Vittoria. Vittime dell’imboscata mortale, i fratelli Nigito, Giuseppe 43 anni, Gianluca 41 e Francesco 47 anni, quest’ultimo deceduto al 21,45 nella sala Rianimazione dell’ospedale di Vittoria dopo un delicatissimo intervento chirurgico durato tutto il pomeriggio. Francesco Nigito è stato crivellato di colpi all’addome. Ha ricevuto in trasfusione anche 10 sacche di sangue, gli è stato asportato una parte dell’intestino ma nella tarda serata è spirato.

E la Vittoria peggiore che si sveglia di colpo come un vulcano da troppo tempo inattivo. Vittime i fratelli Nigito, di origini niscemesi, tutti residenti nel quartiere Forcone, soggetti di grosso calibro nell’ambiente malavitoso per avere scritto la storia criminale della città e dettato legge negli anni di piombo a fianco del clan Dominante.

La cronaca del pomeriggio di fuoco
La sparatoria s’è verificata tra le 13 e le 13,30. Alcuni esercizi commerciali sono già chiusi, altri stanno per chiudere: il bar all’angolo tra via Adua e via Garibaldi (dove i militari della vicina Compagnia vanno spesso a prendere il caffè); un salone di parrucchiera per donna, dove Francesco Nigito ha cercato riparo sporcando di sangue il salone fino all’interno; e poi i vicoletti di via Curiel e Ruggero Settimo. Gli inquirenti della Scientifica di Polizia e Carabinieri hanno contato nel raggio di circa 300 metri qualcosa come 20 colpi di pistola calibro 7,65 e 9x21: alcuni sono andati a segno, altri non sono esplosi perché le pistole si sono inceppate. Gran lavoro per accertare se sia stata solo una parte dei contendenti a sparare o se anche i Nigito abbiano tentato una reazione andata a vuoto.

La sinergia di Polizia e Carabinieri
Il dirigente del Commissariato Rosario Amarù, il capo della Mobile Francesco Marino, i capitani dei Carabinieri Carmine Gesualdo e Francesco Soricelli, hanno lavorato per tutto il pomeriggio in stretto contatto telefonico, informando continuamene il colonnello Salvo Gagliano e il questore Giuseppe Gammino, per fare luce sull’inquietante episodio. La Scientifica ha effettuato il guanto di paraffina nei confronti dei Nigito per accertare se anche loro hanno sparato o meno. E anche le macchine che erano parcheggiate all’angolo fra via Adua e via La Marmora sono state perquisite da cima a fondo. Dalle indagini in corso non trapela nessuna indiscrezione. Tutti muti, come le bocche cucite di Giuseppe e Gianluca Nigito, gente che i problemi se li risolve senza l’aiuto di nessuno.

Gli inquirenti sono vicini alla soluzione del caso
Di certo, l’episodio che ha turbato nuovamente Vittoria come non si verificava dal 2 gennaio ’99, strage di San Basilio, 5 morti dentro un bar, potrebbe fare esplodere una situazione che sembrava calma da troppi anni. Chi e perché ha sparato per uccidere i Nigito? Qual è il movente? Troppo audace parlare di mafia, estorsioni o droga, la prima ipotesi che viene vagliata dagli inquirenti è la gestione dei videogiochi e delle macchinette del caffè, attività svolta legittimamente dai fratelli Nigito da un po’ di tempo. Ci sarebbero poi altri fatti legati a questioni di stalking e di donne di cui s’è reso protagonista Gianluca Nigito, arrestato per questo il 6 febbraio scorso; ma questa viene valutata come ipotesi secondaria. Meglio privilegiare la pista della concorrenza in affari. E anche qui il commissario Rosario Amarù ha la bocca cucita, sebbene nella sua testa di sicuro ci sono già la mano e i volti dei sicari che hanno sparato e i motivi che hanno scatenato il mezzogiorno di fuoco vittoriese. Le volanti della Polizia e dei Carabinieri ieri pomeriggio hanno bussato a diverse porte ma nessuno ha risposto. Per normali controlli, per sapere dov’erano e cosa avevano fatto nell’ora della sparatoria. C’è già qualcuno latitante?

L’aspetto che inquieta maggiormente è la sicumera manifestata dai protagonisti della sparatoria avvenuta in pieno giorno, davanti a gente che ancora circola, e magari sotto l’obiettivo di qualche telecamera installata nella zona per immortalare gli occasionali rapinatori che in certi periodi dell’anno terrorizzato i commercianti. Chi ha il coraggio di sparare ai fratelli Nigito in quel modo così plateale non è uno qualunque, ha fegato, tanto quanto gli storici avversari, ecco perché ciò che è successo preoccupa molto: potrebbe risvegliare sentimenti criminali sopiti da 12 anni.

Quando Giuseppe Nigito si salvò da un altro agguato mortale nell´agosto 2000
L’ultimo fatto di sangue di un certo rilievo è l’omicidio di Giuseppe Primavera avvenuto in contrada Dicchiara a fine agosto 2000. L’uomo forse morì per errore, perché il killer voleva colpire proprio Giuseppe Nigito, che era al volante per caso della macchina di Primavera. Nigito rimase ferito al volto, ma ebbe la forza di uscire dalla Mercedes, bloccare con la minaccia un automobilista, togliergli la macchina, mettersi al volante e recarsi in ospedale a Vittoria, dal quale poi fu trasferito in elicottero a Palermo per un delicato intervento chirurgico. Primavera, invece, venne bruciato dentro la stessa Mercedes per non lasciare tracce e segnali. Da allora a Vittoria non ci sono stati morti ammazzati per questione di mafia o di clan. Qualche straniero, manovalanza criminale di basso livello e basta. Ma la sparatoria di ieri no, questa risveglia coscienze e rimette paura, perché se i colpi sparati dai killer fossero andati a bersaglio nei punti vitali, a quest’ora parleremo di una nuova strage dopo quella di San Basilio.

Nella foto sotto da sx gli arrestati Enzo e Francesco Giliberto, Rosario Greco, GianmBattista Ventura e i fratelli superstiti Gianluca e Giuseppe Nigito. Nell´altra foto la vittima Francesco Nigito


07/06/2013 | 13.17.45
biagio

Grazie a questa ordinanza chi vuole passare una serata fuori casa deve scegliere di spostarsi nei paesi limitrofi se si desidera fare fino a tardi. Non basta il periodo storico negativo, ci volevano anche regole un po strettine..... Grazie