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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 747
VITTORIA - 18/07/2012
Cronache - La Polizia chiude il cerchio sull’azione malavitosa di contrada Piano Stella

Rapina azienda agricola, presi i 2 complici del romeno

Sono due vittoriesi già noti per reati specifici, Carmelo Bottaro e Bruno Guarnuccio
Foto CorrierediRagusa.it

I presunti complici di Nicusor Vlad, il romeno che il 13 luglio scorso per rubare un trattore minacciò di morte un giovane connazionale che faceva il custode presso un’azienda agricola di contrata Piano Stella, sono due vittoriesi. Gli agenti coordinati dal vice questore Rosario Amarù li hanno arrestati dopo qualche giorno di indagini.

Sono Carmelo Bottaro, 57 anni, e Bruno Guarnuccio(nella foto da sinistra a destra), 46 anni già noti negli uffici delle forze dell’ordine. Il trattore è stato ritrovato nascosto in mezzo alle sterpaglie in contrada Macconi. Dalla denuncia del proprietario dell’azienda e dal vero racconto del custode, che in un primo momento per paura aveva dichiarato di non essersi accorto del furto perché era andato a prendere un caffè, gli inquirenti dopo avere fermato Nicusor Vlad sono risaliti agli altri presunti complici, i vittoriesi Guarnuccio e Bottaro, con resti specifici alle spalle.

Il terzetto, il 13 luglio scorso si era recato presso un’azienda agricola per compiere il gesto malavitoso. Minacciando pesantemente il custode, si era fatto consegnare le chiavi dell’ingresso dell’azienda e degli immobili attigui. I tre si impossessavano del mezzo agricolo e una volta entrati all’interno della abitazione rurale facevano razzia di quanto custodito: in particolare prelevavano due computer portatili, un telescopio, un binocolo ed altra strumentazione elettronica, il tutto per un valore di circa ventimila euro.

Dopo il fermo di polizia giudiziaria eseguito nei confronti del rumeno, seguivano ulteriori approfondimenti investigativi per chiarire una vicenda dai contorni non del tutto chiari. Gli Agenti della Polizia di Stato del Commissariato proseguivano nelle indagini, coordinati dalla Procura della Procura di Ragusa, fino a mettere assieme tutti i tasselli giusti che hanno permesso di identificare Guarnuccio e Bottaro quali complici dell’azione malavitosa.