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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 864
VITTORIA - 29/05/2012
Cronache - Sentenza di condanna per colui che uccise lo speaker radiofonico Giuseppe Licitra

Avvocato omicida condannato a 12 anni e 8 mesi

L’imputato dovrà pagare una provvisionale di 60mila euro alla parte civile Foto Corrierediragusa.it

Condannato con il giudizio abbreviato a dodici anni e otto mesi di reclusione l’avvocato Francesco Scribano (foto), 37 anni, vittoriese, accusato dell’omicidio di un suo cliente, per una pratica di separazione. La vittima è Giuseppe Licitra, 44 anni, dj di una radio privata. Fu ucciso il 14 dicembre del 2010 in Contrada Giardinello. Scribano è stato difeso dall’avvocato Mirella Viscuso.

La sentenza, dopo circa sei ore di udienza, è stata emessa dal Gup del Tribunale di Ragusa Caludia Maggioni. L’imputato dovrà pagare una provvisionale di 60mila euro alla parte civile, ovvero la moglie e i figli di Licitra, assistiti dall’avvocato Maria Catena Guastella. Il Gup ha concesso all’uomo la semi infermità mentale ed ha fatto cadere il reato della premeditazione. Il pm, Monica Monego, aveva chiesto 16 anni con la concessione delle attenuanti generiche equivalenti alla premeditazione.

Lo scorso ottobre a Scribano, reo confesso dell´omicidio, erano stati concessi gli arresti domiciliari. Scribano era in cella dal dicembre del 2010. Il Tribunale della Libertà aveva accolto la richiesta di restrizione agli arresti domiciliari avanzata per la terza volta dagli avvocati. I giudici del Riesame avevano ritenuto valide le motivazioni di seminfermità mentale dei difensori certificate dalla perizia psichiatrica effettuata su Francesco Scribano.

Sarebbe a causa di una profonda depressione che Scribano avrebbe ucciso il suo stesso cliente Licitra. di cui curava la causa di divorzio dalla moglie, vedendo nella vittima «un fastidio insopportabile». Secondo la difesa il quadro fu reso chiaro dalla documentazione che attestò che la vittima «aveva una personalità disturbata». Assassino e vittima si sarebbero dunque tormentati reciprocamente fino ad arrivare al tragico epilogo.