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VITTORIA - 22/03/2012
Cronache - Sulle indagini della Dia il sindaco chiede di essere informato

La "Scarl" Autoporto: «Con le indagini non c’entriamo»

Apposti i sigilli a 2 cave di ghiaia e 3 mezzi per la movimentazione del terreno. Giuseppe Ingallina, amministratore della Autoporto Vittoria Scarl: «Operiamo nella massima trasparenza, le indagini riguardano una ditta fornitrice»
Foto CorrierediRagusa.it

Il primo a indignarsi è Giuseppe Ingallina, l’amministratore della «Autoporto Vittoria Scarl» che sta eseguendo i lavori di costruzione dell’Autoporto in contrada Crivello. La notizia del sequestro di alcuni mezzi di lavoro di proprietà di un’altra ditta comisana che cura la fornitura di materiali, gli ha provocato un giusto e comprensibile risentimento.

Quando spunta l’acronimo «Dia», si pensa subito all’antimafia. «Voglio precisare- esordisce Giuseppe Ingallina- che siamo stati contenti del controllo, così potrà emergere la nostra trasparenza nell’eseguire i lavori di costruzione dell’Autoporto. Anzi, abbiamo ricevuto l’elogio dalle forze dell’ordine perché hanno constatato che tutti gli operai sono in regola e che tutti i mezzi vengono utilizzati nel rispetto delle regole e della legalità. Siamo stati autorizzati a servirci di ditte fornitrici e se queste hanno problemi in casa loro noi non sappiamo niente. I sequestri sono stati effettuati nei confronti di una ditta fornitrice».

Giuseppe Ingallina mette le mani avanti e prende le distanze dalle presunte irregolarità riscontrate dal gruppo interforze coordinato dalla Prefettura di Ragusa che ha operato il sequestro su input della Dia di Catania. Le reazioni alla notizia apparsa sui giornali sono state a catena. L’autoporto è un’opera da circa 15 milioni di euro, una fetta di marmellata che attrae nidi di api e di vespe presenti sul territorio, subito pronto a ronzare attorno alla prelibatezza. Il sindaco Giuseppe Nicosia, appresa la notizia, ha dichiarato: «Confido che si faccia presto chiarezza, in maniera da capire se vi sono iniziative da intraprendere da parte della Giunta municipale o del rup o se, invece, quelle finite sotto sequestro sono attività marginali che non inficiano i lavori. Su un’opera tanto importante pretendo i riflettori sempre accesi. L’autoporto dev’essere completato nel migliore dei modi, nel rispetto dei tempi prefissati e nei modi di legge. Ho già chiesto al rup, che è anche il dirigente del settore Lavori pubblici, di acquisire tutte le informazioni utili sia dalla ditta appaltatrice che dalla Prefettura di Ragusa, allo scopo di valutare l’adozione degli eventuali provvedimenti consequenziali».

Puntuale anche la presa di posizione della Cna di Vittoria, che dell’autoporto è stata il «cane da guardia» quando c’è stato il pericolo di perdere i finanziamenti per negligenza della politica e della burocrazia. «Ci preoccupa la nota diffusa dalla Prefettura di Ragusa che ha coordinato il gruppo interforze- scrivono Giuseppe Santocono e Giorgio Stracquadanio- La Cna si è spesa in prima persona per fare partire quest´infrastruttura sollecitando Comune, deputazione regionale e assessorati regionali vari. Leggere note di tal fatta e apprendere dalla stampa tali notizie, oltre a demoralizzarci, ci colpisce nel nostro orgoglio».

Il ragionamento dei rappresentanti della Cna è anche sociologico. «Vittoria, i suoi cittadini, le sue imprese sono al centro di una attenzione mediatica non indifferente. Giornali e televisioni parlano di questa terra non più per la sua capacità economica ma per la sua forza criminale. Ci viene il dubbio che non riusciamo più a pensarci in modo diverso da come veniamo descritti, da come veniamo guardati. Ci vuole uno scatto d´orgoglio vero, non possiamo rassegnarci a questo marchio. La Cna, nel ribadire totale fiducia nel gruppo interforze, precisa sin da ora che contribuirà a vigilare sulla realizzazione dell’opera e denuncerà eventuali anomalie. Questa città non può più continuare ad essere quella che viene descritta».


Le mani della mafia su lavori costruzione autoporto di Vittoria? Indagini della Dia di Catania

I lavori per la realizzazione dell’Autoporto di Vittoria in contrada Crivello sono iniziati da pochi mesi, ma le organizzazioni criminali sono già in fermento per partecipare alla realizzazione della imponente struttura. Nei giorni scorsi il gruppo interforze coordinato dalla Prefettura di Ragusa ha sequestrato 2 cave di ghiaia e sabbia e 3 mezzi d’opera speciali utilizzati per la movimentazione del terreno e sono state rilevate numerose violazioni in materia ambientale. I mezzi erano utilizzati da una ditta specializzata di Comiso.

Al Comune di Vittoria l’assessore ai Lavori pubblici non sa nulla. L’appalto dei lavori ammonta a circa 7 milioni di euro, mentre quello complessivo s’aggira intorno ai 15 milioni di euro. Il ribasso d’asta è stato del 40 per cento. Secondo il contratto, la struttura dovrebbe essere consegnata entro due ani dall’inizio dei lavori. «Andrò a vedere dove sono arrivati- dice l’assessore Salvatore Avola- Ancora nessuno mi ha informato del sequestro».

La nota della Prefettura conferma tutto. Nei giorni scorsi il Gruppo Interforze della Prefettura di Ragusa, coordinato dal dirigente dell’Area Ordine e Sicurezza Pubblica della Prefettura e composto da personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato del Lavoro e del Genio Civile, nell’occasione coadiuvato anche da personale della Polizia Provinciale, del Distretto Minerario di Catania e dell’ASP di Ragusa, ha effettuato due accessi ispettivi sulla base di altrettanti decreti emessi dal Prefetto di Ragusa, a seguito di specifiche richieste avanzate dal Centro Operativo della D.I.A. di Catania, volti alla verifica di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.

«In particolare- conferma la nota della Prefettura- l’attività ispettiva ha riguardato l’Autoporto di Vittoria e le imprese che operano in tale ambito. A seguito delle attività poste in essere è stato effettuato il sequestro di 2 cave di ghiaia e sabbia e di 3 mezzi d’opera speciali utilizzati per la movimentazione del terreno e sono state rilevate numerose violazioni in materia ambientale. Le predette operazioni hanno consentito inoltre la identificazione delle maestranze e di numerosi mezzi».