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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 914
VITTORIA - 17/03/2012
Cronache - La morte della studentessa alla media "Vittoria Colonna" ha sconvolto la città

Vittoria ha dato l´ultimo saluto a Irene Iozzia

I funerali celebrati ieri nella chiesa della Resurrezione da don Pippo Iacono
Foto CorrierediRagusa.it

Celebrati ieri nella chiesa della Resurrezione da don Pippo Iacono i funerali di Irene Iozzia (foto), la tredicenne deceduta martedì poco dopo mezzogiorno all’ospedale di Vittoria dove era giunta ormai senza battito cardiaco dalla scuola «Vittoria Colonna». Aneurisma cerebrale o infarto? Lo stabilirà il medico legale siracusano, Francesco Coco, incaricato dal magistrato ad eseguire l’esame autoptico. I genitori di Irene, i professori Iozzia-Bordonaro, hanno nominato medico legale di parte il dott. Giuseppe Algieri.

Nell’attesa che arrivi la certezza della causa che ha stroncato prematuramente la vita di Irene, c’è fretta di provocare polemiche a Vittoria sui presunti ritardi dei soccorsi. Il dott. Algieri s’indispettisce quando sente certe sentenze ancor prima di analizzare le varie fasi di soccorso. Il medico ritiene che non vi siano inadempienze da parte di nessuno: primo, perché l’ambulanza è arrivata in 10 minuti considerata l’ora di punta alle 12,30 in un percorso che va dall’ospedale fino all’angolo di via Cavour con via Milano; secondo, perché la ragazza è entrata al pronto soccorso alle 13,07 ed è deceduta alle 13,45. Poi scopriamo l’uovo di Colombo e diciamo: perché non c’era il medico a bordo nell’ambulanza? Già, perché non c’era? Perché i tagli alla spesa sanitaria, non voluti certamente dal direttore sanitario dell’ospedale né dal manager dell’Asp 7, non prevedono la presenza del medico a bordo dell’ambulanza.

Appare adeguato, al momento, l’intervento del sindaco Giuseppe Nicosia sull’episodio: «La morte improvvisa di una ragazzina è un evento che ci colpisce e ci lascia scossi nel profondo, ed il dolore che provo come genitore, come uomo e come istituzione non lascia spazio a parole. Questo è il momento del silenzio, per stringerci attorno ai familiari e far sentire loro tutta la nostra solidarietà. Non è, quindi, tempo di polemiche. Successivamente, in tempi e modi opportuni, evidenzieremo la necessità che la nostra città non sia dotata di una sola ambulanza, per giunta non medicalizzata».

LA CRONACA DELLA DISGRAZIA
Stava per entrare in palestra per l’ora di educazione fisica a conclusione della fase di riscaldamento prima della lezione quando ha perso i sensi e s’è accasciata al suolo. Compagni di classe e professori, precipitatisi per il primo soccorso, si sono accorti immediatamente che il battito cardiaco era quasi assente e che non rispondeva neanche al massaggio manuale e alla respirazione bocca a bocca. Irene Iozzia, 13 anni, seconda classe media alla scuola Vittoria Colonna, non si è più ripresa, è morta in ospedale fra le braccia del dott. Giuseppe Marino, medico di turno al Pronto soccorso, che ha tentato disperatamente di riavviare i battiti del cuore ormai quasi fermi.

Ma se è morta per un aneurisma cerebrale o per una fibrillazione cardiaca che ha bloccato il cuore dovrebbe essere l’autopsia a stabilirlo, a cui sta pensando se autorizzarla o meno il sostituto procuratore Claudia Maone. Il medico legale di reperibilità, il dott. Giuseppe Algieri, infatti, non ha ricevuto nessuna chiamata per effettuare la prima ispezione cadaverica come vuole la prassi in questi casi. Il corpicino della ragazza si trova adesso presso l’obitorio del cimitero di Vittoria, in attesa che il magistrato decida nella direzione che sperano i familiari di Irene, cioè che si eviti l’esame autoptico e che si consegni la salma ai genitori per i funerali.

L’evento ha sconvolto la città di Vittoria, oltre che i genitori, i parenti e gli amici di Irene. Una ragazza modello, piena di vita, che pare, a sentire le informazioni fornite dal dirigente del Commissariato Rosario Amarù, non abbia sofferto di disturbi cardiaci in passato. Come vuole la procedura, gli inquirenti, informati dell’accaduto, hanno l’obbligo di sentire i professori, il dirigente scolastico e i compagni di classe per accertare se la ragazza abbia sofferto in passato di disturbi vari. «In questi casi è come se si fosse staccato un interruttore- spiega il medico legale Algieri- o un aneurisma cerebrale o una fibrillazione cardiaca, ma senza l’autopsia non si può stabilire».

E’ mancato poco che quando Irene ha accusato il malore fosse presente il papà, insegnante proprio alla Vittoria Colonna, scuola che aveva lasciato da poco dopo la sua lezione in classe. Sia il papà di Irene, che la mamma, Elisa Bordonaro, docente anch’essa all’Istituto San Biagio, sono stati raggiunti dalla triste notizia via telefono. Una tragedia, una morte incomprensibile che giunge nell’età della dolcezza, nell’età dei sogni, nell’età dei progetti futuri. Affranti dal dolore anche i professori della «Vittoria Colonna», la scuola che ha dato le basi culturali alla maggior parte dei vittoriesi fino agli anni ’70, sia alle Elementari «Giovanni XXIII» che alla «Vittoria Colonna».

Attorno alla tragedia della famiglia Iozzia-Bordonaro c’è un fitto e rispettabile silenzio, una cortina di dolore che nessuno vuole valicare. Il silenzio di chi soffre per una morte anzi impossibile da spiegare e da accettare. Ma trapelano indiscrezioni sul carattere di Irene: una ragazza dolce, studiosa, impegnata, amabile. I familiari attendono adesso con sofferenza la decisione che prenderà il magistrato sperando che si eviti il calvario dell’esame autoptico.