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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:43 - Lettori online 1199
VITTORIA - 16/12/2011
Cronache - La Guardia di finanza allunga il passo e arriva al di là delle Alpi

Broker truffatore di Vittoria, indagini estese in Lussemburgo

Dopo il milione e 300 mila euro nel conto della pensionata, un altro «tesoretto» sarebbe stato scoperto all’estero
Foto CorrierediRagusa.it

Un passo alla volta per arrivare al vertice della piramide, alla scoperta di un «tesoretto» che complessivamente s’aggira intorno ai 20 milioni di euro, ovvero l’equivalente della mega truffa a risparmiatori e investitori rimasti vittime dalle attività finanziarie della Technical & Trend. Dopo avere messo le mani sul milione e 300 mila euro depositati nel conto corrente di una ignara pensionata di 75 anni, la Guardia di finanza di Vittoria e Ragusa ha varcato i confini delle Alpi.

Tramite una banca milanese è arrivata fino in Lussemburgo. Lì ci sarebbe un’altra cospicua somma che ancora non è stata sottoposta a sequestro. Più di queste ammissioni, dagli uffici delle «fiamme gialle» non trapela niente. Si tratta di indagini coperte dal massimo riserbo che molto presto potrebbero portare a sviluppi clamorosi nei confronti dei vari soggetti coinvolti: investitori, banche, mediatori.

Una valanga di denaro gestito come una catena di Sant’Antonio, l’ultimo che arrivava pagava il primo, fino a quando i soldi sono spariti e primo e ultimo si sono trovati entrambi con le pezze al sedere. Partita la prima vittima dell’imbroglio, negli uffici della Polizia, della Finanza e direttamente alla Procura della Repubblica di Ragusa sono arrivate centinaia di denunce nei confronti dei presunti truffatori. Le indagini vengono coordinate dal sostituto procuratore Marco Rota e dal comando provinciale della Guardia di finanza diretto dal colonnello Francesco Fallica.

Dopo l’ultimo sequestro di un milione 1.300 mila euro nel contesto di un’indagine che gli inquirenti hanno denominato «Money never sleeps», i controlli si sono spostati ancora più a nord, nel milanese prima, dove la Technical aveva una sede in corso Buonos Aires e poi nel «paradiso» lussemburghese tramite una banca della quale per ora non si fornisce il nome.