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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 233
VITTORIA - 11/10/2011
Cronache - La Polizia pone fine all’odissea di una donna maltrattata dal marito per due anni

Picchia selvaggiamente la moglie davanti ai 3 figli, arrestato Garofalo

Pugni, calci e morsi fino a provocare traumi facciale e cervicale. Il 23 luglio scorso la donna finisce in ospedale, scatta la denuncia e per il marito l’arresto
Foto CorrierediRagusa.it

Tredici di anni di matrimonio, gli ultimi due un autentico inferno: dal 2009 fino al luglio 2011. Calci, pugni, morsi e lesioni personali che hanno provocato traumi facciale e alla colonna cervicale. Botte che i medici del «Guzzardi» hanno guarito in 15 giorni. Vittima di tale persecuzione, una donna vittoriese, moglie di Giovanni Garofalo (foto), 35 anni, arrestato dalla Polizia di Vittoria con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza privata ai danni della donna. La stessa ha dichiarato agli inquirenti di avere subito tali soprusi anche in presenza dei figli minorenni. Le manette a carico di Garofalo sono scattate a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni su richiesta del pubblico ministero Claudia Maone.

Uno dei tanti matrimoni che si concludono nel peggiore dei modi. Dopo 13 anni di convivenza nella stessa casa, i rapporti sono deteriorati al punto che il marito ha iniziato a tenere un comportamento aggressivo nei confronti della consorte. Gli ultimi due anni sono stati litigi e botte in diverse circostanze che la donna solo il 23 luglio scorso, giorno del ricovero in ospedale, ha deciso di denunciare alla polizia. Oltre alle botte, anche le umiliazioni consistenti anche nel cambio di serratura della porta d’ingresso- come riferiscono gli inquirenti- allo scopo di non fare entrare la moglie in casa per ritirare gli oggetti personali e trasferirsi in un’altra regione insieme ai 3 figli. Dopo la denuncia dei fatti, la donna è stata sottoposta anche a trattamenti di carattere psicologico oltre che di protezione.

Senza entrare nel merito delle problematiche familiari che hanno scatenato la rabbia del marito nei confronti della moglie, dal punto di vista sociale rimane la considerazione che molte cause di separazione vanno avanti a rilento per responsabilità che non è difficile individuare. Lentezze giudiziarie che obbligano i coniugi a entrare spesso in conflitto fra loro; conflitti che se non sono gestiti in maniera civile possono sfociare (a prescindere da quale parte stia il torto o la ragione) in atteggiamenti bestiali dell’uomo verso la donna, raramente al contrario. Il risultato è lesioni personali per la vittima, carcere per l’aggressore e umiliazioni per entrambi compresi i figli.