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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 438
VITTORIA - 07/07/2011
Cronache - Il corpo della donna assassinata restituito ai familiari per il funerale

Omicidio Guastella, si indaga nell´ambito familiare

Le indagini ristrette nell’ambito della parentela. Gli inquirenti hanno già le idee chiare

Il sostituto procuratore Claudia Maione, che indaga sul delitto della pensionata Guastella coordinando il lavoro di Squadra mobile di Ragusa e Commissariato di Vittoria, ha autorizzato la restituzione della salma ai parenti. Nelle prossime ore dovrebbero celebrarsi i funerali di Salvatrice Guastella, l’anziana deceduta per le ferite all’addome (sette ne ha contate il medico legale Giuseppe Algieri durante l’autopsia). Subito dopo averla colpita (l’arma da taglio non si trova) l’omicida ha dato fuoco al letto e alla donna. Per sua sfortuna il corpo della vittima non si è completamente carbonizzato, perché prima che ciò avvenisse i netturbini che svuotano i cassonetti hanno dato l’allarme ai vigili del fuoco consentendo agli inquirenti di rilevare il necessario per affermare che si trattava di omicidio e non di corto circuito all’impianto elettrico obsoleto.

La Polizia ha idee ben chiare, ma al momento non può puntare l’indice contro nessuno. Il cerchio si è ristretto al massimo nell’ambito del parentado. Esclusa la morte accidentale, scartata l’ipotesi della rapina in una casa dove non c’era neanche un euro o un oggetto di valore da rubare, affermato con certezza che nessuno è entrato nella casa forzando la porta esterna, l’ultima congettura è quella del delitto a sfondo economico. E anche qui, fino a un certo punto. La donna era pensionata e invalida, ed era assistita esclusivamente dalla tutrice Giuseppa Amoddio, 52 anni, sposata e madre di figli. Gli altri nipoti della vittima sono in tutto 5. Paradossalmente nessuno aveva interesse perché la signorina Salvatrice Guastella morisse. I soldi della pensione, più di un migliaio di euro al mese, venivano gestiti dalla tutrice, con l’obbligo di documentare qualsiasi spesa in favore della pensionata.

Insomma, Salvatrice Guastella possedeva un conto corrente piuttosto magro, di qualche migliaio di euro dopo un decennio di indennità percepita. E allora qual è stata la molla che ha fatto scattare il raptus alla persona che alzato la mano per colpire l’addome e poi a dar fuoco al materasso del letto nella speranza che le fiamme non lasciassero della donna neanche la cenere? Le indagini degli inquirenti ruotano attorno a questo rompicapo. «Ma non sarà un delitto impunito- è sicuro Francesco Marino, capo della Squadra mobile- la prossima settimana la nebbia che avvolge le indagini potrebbe diradarsi».