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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 972
VITTORIA - 05/07/2011
Cronache - La donna morta in via IV Novembre, forse per un tentativo di rapina

Pensionata accoltellata, poi è stato appiccato il fuoco

L’esame autoptico avrebbe accertato le cause del decesso, non causato dal fuoco. Gli inquirenti ancora alla ricerca del movente e dell’assassino, impresa molto difficile
Foto CorrierediRagusa.it

Le poche notizie che giungono dal Commissariato di Vittoria non autorizzano a pensare che Salvatrice Guastella sia morta per asfissia provocata dal fumo nero o carbonizzata dalle fiamme. La donna è stata ammazzata a coltellate. L’assassino ha poi dato fuoco al letto dove la poveretta è stata trovata mezza bruciata, ma non tanto da permettere agli inquirenti di accertare la presenza coltellate alla testa e in più parti del corpo.

In mancanza di notizie certe si va per deduzioni, con le idee abbastanza chiare. Se la sventurata pensionata di 79 anni, nubile, con pochi amici e parenti, a parte una nipote che tutte le sere si accertava che rincasasse dopo la rituale visita alla vicina di fronte, non è morta per il fuoco causato dal corto circuito; se nessuno ha udito colpi di arma da sparo nel vicinato, per esclusione si presume che l’assassino abbia usato il coltello o qualche altro corpo contundente.

Se la Polizia afferma di avere effettuato un ulteriore sopralluogo dopo l’esito dell’esame autoptico ammette di fatto che quello che era un «giallo» adesso è un classico noir, insomma c’è l’omicidio di mezzo. Il sopralluogo è stato disposto dal sostituto procuratore Claudia Maone che coordina le indagini svolte dagli inquirenti del commissariato. Tutto quello che dice il vice questore Alfonso Capraro è: "Sono in corso approfondimenti per addivenire a una migliore lettura dell’accaduto".

Accertata la natura del decesso, ci si dirotta subito alla ricerca del movente. E qui le cose si complicano. Un tentativo di rapina? Cosa rapinare se la donna viveva di una pensione amministrata dalla nipote tutrice? E come è entrato in casa l’assassino se la prima perizia effettuata dai Vigili e dai poliziotti ha evidenziato che la porta d’ingresso esterna e le finestre non presentavano alcuna traccia di effrazione?

Escluso totalmente il delitto a sfondo passionale, le ipotesi si riducono a due: qualcuno è riuscito a entrare abilmente nella casa, nascondersi e aspettare la notte per portare a compimento il piano criminoso, derubare la donna; oppure, ancora più inquietante, a commettere l’omicidio è stato qualcuno che conosceva molto bene la donna e aveva facilità d’accesso nella casa. In ogni caso le indagini sono complicate: c’è l’omicidio, manca il movente. Nelle prossime ore si spera possa essere divulgata la verità dei fatti che hanno portato alla morte la sfortunata Salvatrice Guastella.

Nella foto sopra, la casa della vittima posta sotto sequestro