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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 451
VITTORIA - 24/09/2007
Cronache - Vittoria - Gli autori della sparatoria di Scoglitti

Scena muta di Triolo
e Mangione davanti al Gip

Si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere.
Il proprietario del casolare si è dichiarato estraneo ai fatti
Foto Corrierediragusa.it

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Gabriele Triolo e Massimo Mangione, di 32 e 27 anni, coloro che, la notte di ferragosto, spararono contro un poliziotto in mezzo alla folla, a Scoglitti.

I due hanno preferito fare scena muta dinanzi al magistrato. Fabrizio Firriolo, 50 anni, il proprietario del casolare dove si nascondevano Triolo e Mangione, avrebbe chiarito la sua posizione, dichiarandosi estraneo ai fatti perchè all´oscuro del fatto che i due fossero ricercati per la sparatoria di ferragosto.

Le manette erano scattate all´alba di sabato dopo oltre un mese di latitanza. "Erano delinquenti da prendere con le molle, davvero molto pericolosi", dichiara il dirigente della Mobile Francesco Marino.

La squadra mobile e i colleghi del commissariato hanno dovuto agire con la massima prudenza.

"Era da tempo che studiavamo le loro mosse - conclude Marino - dovevamo aspettare il momento giusto, quando avrebbero abbassato la guardia. Non potevamo permetterci errori". I due, che avevano sparato come nel far west, si comportavano proprio da fuorilegge d´altri tempi. Al posto dei cavalli utilizzavano un´Alfa 164. Se le diligenze erano la preda preferita nel lontano west, Triolo e Mangione assaltavano i furgoni portavalore, andandosene in giro con le pistole a portata di mano. Adesso non più. Ora si trovano sottochiave, in attesa del processo.


LA CRONACA DELL´OPERAZIONE CONGIUNTA SQUADRA MOBILE - COMMISSARIATO

La latitanza è finita. Due dei tre sparatori della notte di Ferragosto a Scoglitti, Gabriele Triolo, 32 anni, e Massimo Mangione, 27 anni, sono stati arrestati dagli uomini del Commissariato di Vittoria, della Squadra Mobile e dell’Interpol alle 10 di ieri, in contrada Pozzo Bollente, nei pressi di una casa-nascondiglio sita nella zona della discarica comunale.

Erano armati di 3 pistole pronte all’uso e indossavano giubbotti antiproiettili. Sono stati braccati i più pericolosi del commando: Triolo e Mangione, con diversi precedenti alle spalle, fra cui la rapina all’Ufficio postale di via Giacomo Matteotti compiuta il 4 maggio scorso, data dalla quale si erano dati alla macchia. Il terzo del gruppo di fuoco, Giuseppe Scardino, 33 anni, è ancora in libera circolazione, ma le ricerche non sono finite.

Insieme ai due malviventi è stato arrestata una terza persona, Fabrizio Firriolo, cinquantenne, proprietario della casa dove si nascondevano Triolo e Mangione. L’accusa è favoreggiamento. Il blitz, effettuato da una cinquantina di poliziotti, è scattato alle 10, subito dopo l’esito positivo dei riscontri incrociati fatti dai poliziotti. Il posto era quello e i ricercati erano dentro. Gli agenti hanno circondato la casa e hanno intimato ai due di arrendersi. Triolo e Mangione non hanno opposto resistenza e si sono lasciati ammanettare.

Oltre alla rapina consumata alle poste, con sparatoria davanti a una cinquantina di persone, il ferimento di un cliente, l’inseguimento e la sparatoria con la polizia, Triolo e Mangione devono rispondere di tentato omicidio e sparatoria compiuta la notte del 15 agosto in via Messina a Scoglitti, nei pressi dell’hotel Gabbiano. Per caso i 3 (c’era anche Scardino) si sono incrociati con due poliziotti fuori servizio e disarmati, che li hanno riconosciuti. E’ nata scazzottata in mezzo alla folla, poi i latitanti hanno estratto delle pistole calibro 9 e hanno premuto il grilletto contro uno dei poliziotti. Per fortuna la pistola c’è inceppata.

Subito dopo è cominciata una sparatoria (una ventina i colpi sparati in aria e il comprensibile panico della folla) per coprirsi la fuga a piedi, fino a quando un proiettile vagante ha bucato il portone di un’abitazione e perforato la caviglia di una donna, la moglie del consigliere comunale della Margherita Giuseppe Cannizzo. Il terzetto ha rubato due macchine per liberarsi dalla polizia che gli stava alle costole e infine uno scooter per svicolare meglio sul lungomare di Camarina affollato di macchine e di gente. Da quel momento s’è aperta la caccia all’uomo, fino a stamani, quando i poliziotti hanno imboccato la strada giusta arrivando al nascondiglio sito alla periferia della città.


LE REAZIONI DELLE ISTITUZIONI

"I due latitanti finiti in manette la pagheranno molto cara per aver sparato tra la gente. La pagheranno cara in applicazione strettissima della legge". Queste le eloquenti parole del questore Giuseppe Oddo, poche ore dopo l´arresto dei due criminali che trasformarono per pochi ma terribili minuti Scoglitti in un pericoloso paesino da far west. "Lo Stato - ha concluso il questore - ha risposto con mano ferma, grazie all´incessante opera della Squadra mobile e del commissariato".

Anche il sindaco, Giuseppe Nicosia plaude alla brillante operazione di polizia che ha portato ieri all’arresto di due dei tre latitanti che che spararono tra la folla a Scoglitti nella notte di ferragosto e dichiara di costituirsi parte civile. «Era la risposta che aspettavamo dallo stato - ha dichiarato il sindaco ? Voglio congratularmi con le ottime forze dell’ordine, impegnate in una importante battaglia per il rispetto della legge sul nostro territorio. Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, e quanti combattono per la legalità - aggiunge Nicosia - sappiano che le Istituzioni vittoriesi saranno sempre al loro fianco. A costo di ripetermi, ribadisco che il Comune si costituirà parte civile anche in questo caso, per chiedere una condanna esemplare dei responsabili e per affermare, anche in sede giudiziaria - conlcude il sindaco - la voglia di legalità e di contrasto alla criminalità che hanno questa Amministrazione e tutta la città di Vittoria».

Massimo Mangione Gabriele Triolo Fabrizio Firriolo
Il materiale rinvenuto nel casolare e posto sotto sequestro