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VITTORIA - 15/04/2011
Cronache - Vittoria: tutti in carcere i presunti autori della rapina del 10 settembre 2010

Rapina gioielleria Princess, arrestato anche Di Stefano

Dopo Emanuele Melfi e Marco Campailla, preso il terzo complice del colpo alla gioielleria di Fabio Prelati, presidente Ascom. Picchiarno la moglie del titolare
Foto CorrierediRagusa.it

Catturato il terzo presunto autore della rapina Princess sita all’angolo fra via Bixio e via La Marmora Salvatore Di Stefano (foto), 24 anni, volto noto alle forze dell’ordine, è stato tratto in arresto dagli agenti della Squadra mobile di Ragusa e del Commissariato di Vittoria. Il gip Claudio Maggioni ha firmato l’ordinanza cautelare richiesta dal procuratore capo della Repubblica Carmelo Petralia. Per la cronaca, secondo le indagini svolte dagli inquirenti, Di Stefano, unitamente a Emanuele Melfi (arrestato il 6 ottobre del 2010) e Marco Campailla, 30 anni, non raggiunto dalla misura cautelare, avrebbe consumato una delle più efferate rapine degli ultimi tempi.

Intorno alle 10,30 del 10 settembre 2010 i banditi arrivarono all’angolo di via Bixio e via La Marmora. Due entrarono nella gioielleria, in quel momento gestita dalla moglie del titolare Antonio Prelati, proprio il presidente dell’Ascom vittoriese. Di fronte all’istintivo diniego della donna, i due non esitarono a picchiarla selvaggiamente prima di arraffare soldi e monili per svariate decine di migliaia di euro.

La rapina creò parecchio allarme sociale, proprio per il modo spregiudicato e selvaggio utilizzato dai rapinatori, specialisti in colpi del genere se è vero che il 5 marzo scorso Marco Campailla e Salvatore Di Stefano sono stati tratti in arresto per la rapina compiuta in una tabaccheria che fruttò circa 10 mila euro. Allarme sociale al punto che il direttore dell’Ascom Giovanni Arangio Mazza chiese l’intervento dell’esercito e un potenziamento delle forze dell’ordine. Due anni prima la gioielleria «Princess» di Prelati aveva subito una devastante rapina nel periodo natalizio. I banditi in quella occasione svuotarono del tutto la giolleria.