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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 787
VITTORIA - 12/04/2011
Cronache - Vittoria: sale a 21 il numero degli arrestati dell’operazione Coast to Coast

In carcere gli ultimi 2 latitanti Cassisi e Ben Hassed

Il vittoriese e il tunisino mancavano all’appello del 4 aprile. Il manovale si trovava a Milano per lavoro, il nordafricano s’era reso uccel di bosco: è stato catturato dalla Polizia di frontiera Trieste. Stava andando dalla convivente in Romania
Foto CorrierediRagusa.it

Giombattista Cassisi (foto) e Mohamed Ben Hassen affollano la gang di presunti spacciatori smantellata dai Carabinieri di Vittoria e Ragusa il 4 aprile scorso. All’appello dei 21, suonato la mattina del 4 aprile scorso, mancavano solo loro due: un vittoriese di 36 anni, Cassisi, manovale con qualche precedente penale, e il tunisino Mohamed Ben Hassen, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine. Erano latitanti dal 4 aprile scorso. Il vittoriese non venne arrestato perché si trovava a Milano per lavoro, il tunisino era riuscito a eludere la rete dell’operazione Coast to Coast, dentro la quale erano finiti 19 soggetti, prevalentemente tunisini, che avevano come punto di riferimento regionale quel Luigi Marino referente di spicco di «cosa nostra» palermitana.

Un’operazione condotta dal capitano Giovanni Palatini ma seguita in tutti i suoi passaggi investigativi dal tenente Guido Cioli. Giombattista Cassisi, che al momento del blitz si trovava a Milano per lavoro, s’è costituito in caserma appena rientrato dalla città meneghina. L’altro latitante, un tunisino di 35 anni, Mohamed Ben Hassen, approfittando della baraonda causata dai flussi d’ingresso di immigrati dalla Tunisia, era già pronto per varcare il confine italo-sloveno e andare in Romania, dove l’attendeva la sua convivente. E’ stato catturato a Trieste dalla Polizia di frontiera. Dal carcere di Trieste sarà trasferito a Ragusa per essere interrogato dal gip.

Se Ben Hassen viene considerato uno dei promotori dell’associazione per delinquere finalizzata allo smercio di stupefacenti, Giombattista Cassisi è ritenuto dagli inquirenti, il procuratore aggiunto della Dda di Catania Marisa Scavo e il sostituto procuratore per l’area di Ragusa, Lucio Secola uno dei fornitori a cui si rivolgevano i tunisini.