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VITTORIA - 17/03/2011
Cronache - Vittoria: si è concluso il processo in tribunale

Diplomi falsi a Vittoria, 3 condanne e molte assoluzioni

Dopo una lunga camera di consiglio e decine di udienze, il giudice unico del Tribunale di Vittoria, Ivano Infarinato, ha emesso la sentenza

Tre condanne e dodici assoluzioni a conclusione del processo per i presunti diplomi falsi. Dopo una lunga camera di consiglio e decine di udienze, il giudice unico del Tribunale di Vittoria, Ivano Infarinato, ha emesso la sentenza nel processo contro i dipendenti comunali che, secondo l’accusa, nei concorsi interni del 2001, utilizzarono diplomi falsi per accedere a mansioni e livelli di stipendio superiori e contro coloro che materialmente li avrebbero realizzati. Il Comune di Vittoria si era costituito parte civile con l’avvocato Antonella Brancaforte.

La condanna ad un anno di reclusione, con sospensione condizionale, è scattata per Giuseppe Grimaldi, 48 anni; dieci mesi, pena sospesa, per Salvatore Giombarresi, 36 anni, anche in questo caso per un solo episodio a fronte di tante assoluzioni e tanti non doversi procedere per prescrizione; la terza condanna, alla pena di sei mesi (sospesa) è per Pier Giuseppe Bollati, 35 anni. Tutti gli altri, compresi i 9 dipendenti comunali, sono stati assolti da alcuni reati, mentre, per i rimanenti, il giudice ha dichiarato il reato prescritto. I particolari si conosceranno tra 90 giorni quando sarà depositata la sentenza. Il pm aveva chiesto 15 condanne.

Le pene più pesanti, pari a tre anni e sei mesi di reclusione, erano state richieste per Grimaldi e Giombarresi, coloro cioè che, secondo l’accusa, realizzarono i diplomi falsi fino al maggio del 2003; tra i certificati falsi anche quello di iscrizione ad una Università romana per l’anno accademico 20032004; due anni e mezzo erano stati chiesti per Bollati, che avrebbe aiutato i primi, e, quindi, accusato di concorso nello stesso reato; stesso reato era contestato a Giombattista La Rosa, 50 anni, di Vittoria; ad Antonio Cappello, 31, di Ragusa; Tiziana Savà, 39, di Vittoria, per cui il pm aveva chiesto due anni. Stessa pena era stata chiesta per i dipendenti: Giuseppe Amarù, 45; Maria Amenta, 49; Giuseppe Russello, 47; Giuseppe D’Anna, 50; Biagio Greco, 48; Franco Greco, 51; Rosario Puglisi, 52; Giovanni Curioso, 65 e Vincenzo Carbone, 65. Tutti assolti.