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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 653
VITTORIA - 16/03/2011
Cronache - Vittoria: dramma della disperazione vicino al Teatro in piazza del Popolo

La moglie di Semir alla Polizia: "Ha già tentato il suicidio"

Prima di essere sedato e intubato avrebbe riferito ai poliziotti di non essere stato pagato dal titolare dell’azienda serricola dove prestava lavoro. La moglie si è presentata in commissariato
Foto CorrierediRagusa.it

Le condizioni di George Semir, l’albanese di 34 anni che si è dato fuoco la sera di mercoledì in piazza del Popolo a Vittoria rimangono gravi. L´ultima novità riguarda la moglie di Semir: s’è presentata presso gli uffici del Commissariato per riferire alcune cose riguardo alla posizione del marito. La donna ha detto che trovarsi in Italia solo da 10 giorni e di non essere mai stata nel nostro Paese. E’ venuta a Vittoria per avere notizie del marito, considerato che questi non provvedeva da circa un anno alla sussistenza della moglie e della figlioletta di 3 anni (la foto della bambina che i soccorritori hanno rinvenuto dentro la tasca del giubbotto durante la fase di soccorso).

La donna ha ammesso che il marito era senza lavoro e che da tempo manifestava strani comportamenti, confermati anche dalla sorella e dal cognato della moglie. Gli inquirenti hanno effettuato una serie di riscontri sulla base delle prime dichiarazioni fornite dalla vittima prima che venisse sedato e intubato. S’è appreso che Semir minacciava di gettarsi dentro un pozzo perché non riusciva a trovare lavoro. Un cittadino albanese ha addirittura detto che in passato procurato ustioni sul corpo a seguito di incendio o utilizzo di acido.

Insomma, una situazione controversa che invita alla prudenza circa ogni accostamento al presunto datore di lavoro che non avrebbe pagato il lavoro di Semir. Sono ancora in corso approfondimenti- riferiscono gli inquirenti del Commissariato- ma pare che la versione fornita dalla vittima possa ritenersi non del tutto attendibile, pertanto, al momento, non si riconducono a terzi responsabilità di alcun genere in ordine ai fatti.

LA CRONACA DEL TENTATO SUICIDIO

Sono gravi ma stabili le condizioni cliniche dell´albanese di 33 anni che ha tentato di suicidarsi alla maniera dei bonzi. Georg Semir si è cosparso di liquido infiammabile dalla testa in giù e s’è dato fuoco nel piazzale antistante il Teatro comunale. E’ successo nella tarda serata di mercoledì alla presenza di diversi testimoni, fra cui il consigliere comunale Giuseppe Cannella che ha chiamato l´ambulanza. Il piano dei soccorsi è scattato immediatamente. Tutte le persone che hanno assistito alla scena si sono date da fare per salvare lo sventurato albanese. Anche i gestori dei bar vicini hanno tentato di spegnere il fuoco con dei secchi d´acqua.

L’uomo è stato successivamente soccorso dai sanitari del "118" e dai Vigili del fuoco. Le gravissime ustioni riportate su tutto il corpo hanno consigliato i medici del pronto soccorso di fare trasportare in elicottero lo sfortunato cittadino albanese presso il reparto Centro ustioni dell´ospedale di Palermo, dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata.

Secondo alcune testimonianze, l’uomo avrebbe tentato il suicidio perché pur lavorando presso un’azienda agricola vittoriese da qualche mese non riceveva il salario pattuito. Un gesto di disperazione, dunque, per questo motivo George Semir si sarebbe dato fuoco in maniera così plateale. La conferma di questa ipotesi sarebbe stata già raccolta dagli agenti di Polizia che hanno interrogato l’uomo, seppure agonizzante, prima di essere sedato e intubato al pronto soccorso.

L’albanese pare fosse sposato e padre di bimbi. Nelle tasche del giubbotto gli inquirenti hanno trovato la foto di una bimba. Le indagini della polizia sono ora tese a rintracciare il datore di lavoro agricolo e altri testimoni per verificare la dichiarazione dell’albanese. Quanto successo riporta alla memoria l’insano e disperato gesto compiuto da Giovanni Liguori nel mese di marzo del 2009, quando l’uomo si diede fuoco nei pressi del mercato ortofrutticolo.

E’ angosciante quanto successo. E’ una disperazione che tocca tutti: chi il lavoro ce l’ha e non viene pagato; chi non l’ha mai avuto e non lo trova, chi ce l’aveva ed è stato licenziato. Questi sono i drammi del nostro Paese mentre la corruzione dilaga ancora come se niente fosse in certi settori e le istituzioni polemizzano per gli scandali «rosa» e i gossip che si consumano ad alti livelli.

Nella foto in alto, il punto esatto dove l´albanese s´è dato fuoco