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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 650
VITTORIA - 27/02/2011
Cronache - Vittoria: si chiude un caso che aveva provocato scandalo nell’asilo religioso

"Suor Angeli": niente violenze sui bimbi, suore prosciolte

La madre superiora suor Floriana e suor Evangelina tentate di chiedere il risarcimento danni morali e materiali: «Il Vangelo ci chiede il perdono, che almeno ci chiedano scusa»
Foto CorrierediRagusa.it

«La giustizia ci ha riconosciuto innocenti, ma chi ci restituirà la dignità perduta?» Suor Rosalina Floriana Ruffo, 61 anni, nata ad Aquilonia, nell’avellinese, madre superiora dell’asilo «Suor degli Angeli» di Vittoria (roccaforte e confessionale Dc, nonché sede di congressi democristiani negli anni 80’) un anno dopo le accuse infamanti si sente rinata, ma l’infamia subita a livello morale ci vorrà tempo per dimenticarla. Nei confronti dei bambini che frequentavano l’asilo non sono stati commessi atti di violenza sessuale. Lo dice il pubblico ministero Monica Monego dopo aver valutato le considerazioni contenute nella consulenza tecnica svolta dalla dottoressa Adriana Alfieri; lo conferma con l’archiviazione del caso il gip Claudio Maggioni. Nella massima sintesi, la perizia tecnica sui bambini sostiene che «tutti i minori hanno un potenziale vantaggio secondario della bugia; tutti i minori vivono in un contesto familiare altamente suggestionabile. Alla luce di queste considerazioni, appare verosimile che il sospetto di abusi sui bambini ad opera delle maestre possa essere stato alimentato dall’allarme diffusosi tra i genitori circa i comportamenti sessualizzati dei figli». Allarme che tecnicamente viene definito «contagio a reticolo».

Dopo un anno di silenzi, suor Floriana ha voglia di parlare. Nell’asilo semivuoto rimbomba l’eco delle stanze vuote. Le capienti aule dove prima giocavano e apprendevano l’abbiccì della grammatica e del far di conto 40 bambini della «Vittoria bene», oggi sono maniacalmente pulite e ordinate. E vuote. Giocattoli e oggetti didattici al loro posto, la lavagna pulita, manca il disordine tipico e l’odore di refezione che regna negli asili. Dopo quelle accuse c’è stato il fuggi fuggi generale. Comprensibile: nel dubbio le iscrizioni sono crollate. Le famiglie adesso si rivolgono altrove. Suor Floriana e le due giovani filippine, Evangelina Maglasang, 31 anni, e Josefina Savinas, 45, accudiscono a malapena 10 bambini fra maschietti e femminucce: un solo vittoriese, gli altri sono figli di polacchi, romeni e bulgari. Tutti stranieri. E anche la retta mensile è da fame: da 60 euro a bimbo, a 10, 20 euro al massimo.

«Tutto è cominciato nel mese di giugno del 2010- ricorda la madre superiora- un bambino aveva avuto la scarlattina e a poco a poco l’asilo cominciò a svuotarsi. Abbiamo pensato al contagio, invece i genitori facevano il passaparola di quelle accuse infamanti e lasciavano i figli a casa». Dal chiacchiericcio alla denuncia penale. Con le 3 suore indagate per violenza sessuale. «Arrivò la polizia- continua suor Floriana- ci interrogarono, sequestrarono documenti, il computer, perquisirono tutto, anche la macchina. Ma non trovarono niente. Ci hanno accusato d’aver fatto sparire le prove, ma da un computer è difficile che le prove spariscano. Qualche bambino s’è inventato tutto nell’atto di scoprire il proprio corpo e il proprio sesso, atteggiamenti tipici di quella età, e ha riferito ai genitori cose mostruose. Per fortuna adesso la magistratura ci ha reso giustizia».

Suor Floriana è minuta ma tosta. Ha preso un ceffone e non vorrebbe porgere l’altra guancia, come gli suggeriscono il vangelo e i vertici della chiesa. «Già, la chiesa, il silenzio totale, l’indifferenza. Il vescovo? E chi l’ha sentito da allora! L’istinto umano mi dice di denunciare per calunnia tutti e chiedere il risarcimento danni morali e materiali subiti, ma nella qualità di religiosa il vangelo mi suggerisce il perdono. Ci stiamo ancora pensando, devo parlare con gli avvocati Salvatore Minardi e Gianluca Gulino. E seguire anche il consiglio di mons. Giuseppe Calì, l’unico che ci ha dato conforto in questo anno terribile».

Appare ancora più arrabbiata suor Evangelina, sorriso grazioso, colore del volto olivastro, tipico di chi è nato nel sud-est asiatico, corporatura esile e tanto vivace. «Siamo tentati di denunciare tutti- confessa- ma sarebbe onesto che ci venissero a chiedere scusa per il male che ci hanno fatto. Ci aiuterebbe a perdonare».